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Tre saveriani consacrati alla missione

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Cosa si può immaginare di più bello? Il Signore non poteva essere più buono di così! Questi sono i sentimenti che uniscono tutti coloro che hanno vissuto con noi gli avvenimenti di questi giorni: la professione perpetua dei confratelli Bernard Cibambo, Petrus Nugroho e Thiago Rodrigues, domenica 5 dicembre, e la loro ordinazione diaconale dal vescovo di Parma mons. Solmi, mercoledì 8 dicembre festa dell'Immacolata Concezione.

Il bel "recital" dei giovani di Salerno

La specialità di quest'anno è stata, oltre alla stupenda consacrazione totale al Signore dei tre giovani saveriani, la presenza dei giovani provenienti da Salerno, che hanno presentato a tutti i parmensi un "musical" che ha testimoniato l'identità e la vita missionaria saveriana. La presenza di questi giovani ha fatto emergere speranza, luce e grazia: veramente qualcosa di affascinante e incredibile. Ogni tanto questo "sommerso" giovanile emerge in superficie, zampilla come l'acqua da una sorgente.

Non si è trattato di una concentrazione passeggera dell'entusiasmo giovanile che si vive in determinati luoghi e in determinati momenti per poi, come diceva uno spettatore critico, dissolversi nel grigiore di tutti i giorni, in attesa di ulteriori sussulti. Questi giovani hanno reso visibile nella vita delle persone - in forma di recital, canti e teatro combinati insieme - il contenuto vero del nostro essere missionari.

Ecco perché il tema era: "Chi sono i saveriani? Qual è la loro identità, secondo il carisma di Guido Conforti e il modello del Saverio? Qual è il fascino di andare ad annunciare il vangelo e la conversione che scaturisce dall'incontro con Cristo?". Per un'ora e mezzo, nella grande sala della parrocchia dello Spirito Santo, si sono alzate grida di gioia per i numerosi doni rivelati da questi giovani di Salerno e resi palesi per noi di Parma e dintorni.

Nelle mani di Dio, come Maria

Il giorno dell'Immacolata è stato l'apice della festa: un'ordinazione diaconale di cui non si può non raccontare qualcosa. Bernard, Petrus e Thiago, consacrati a Dio per tutta la vita, hanno condiviso il progetto del Signore, come lo aveva già condiviso la vergine Maria: "Eccomi, lo voglio...". Si sono messi totalmente nelle mani di Dio per fare la sua volontà.

Hanno dato "tutto". Hanno davvero saputo contare sull'onnipotenza del Creatore, che continua a fidarsi degli uomini, piantando nuovi semi di grazia nel loro cuore. Anche loro hanno avuto fede, si sono lasciati avvolgere nelle mani di Dio, come Maria: "Ecco la serva del Signore, avvenga a me secondo la tua parola!".

Grande è l'amore di Dio!

Siamo certi che il Signore continua a operare meraviglie. Per scoprirlo, bastava vivere la celebrazione nella parrocchia di Cristo Risorto, che ci ha ospitati per l'ordinazione diaconale, alla presenza di tante schiere umane.

Dall'Indonesia dove è nato Petrus, dal Congo che è il Paese di Bernard, dal Brasile da dove arriva Thiago, da Parma dove è nata e scresciuta la famiglia saveriana, da tante regioni dell'Italia: tutti abbiamo cantato con le parole bibliche di Daniele: "Genti tutte benedite il Signore, perché grande è il suo amore per noi". Veramente, la mano del Signore ci accompagna sempre e dovunque; la luce del Signore illumina tutti e tutto, anche le zone dove i credenti in Cristo sono una piccola minoranza.

Proiettati verso la missione

Thiago ricorda la sua vocazione: "Ho iniziato a cercare orientamenti, partecipando ad alcuni incontri vocazionali con i sacerdoti diocesani e con i saveriani in Brasile. Qualcosa nei saveriani mi attirava di più, sentivo che il mio posto era con loro. Un ruolo decisivo l'ha avuto il mio parroco, p. Valeriano Ruaro, che mi ha aiutato molto a cercare il volto e la volontà di Dio".

Petrus, invece, racconta: "Nel mio paese dell'Indonesia, che conta circa 3mila persone, l'unica famiglia cristiana era la mia. Proprio per questo, sono cresciuto in un ambiente privilegiato per imparare la tolleranza, la fraternità e il rispetto verso chi ha una fede diversa della mia. Attraverso la testimonianza dei miei genitori, ho sperimentato come si può vivere la fede cristiana nel confronto con le altre religioni; mi hanno insegnato che posso testimoniare la fede in Gesù più con le opere che con le parole, nonostante gli ostacoli e l'intolleranza di alcuni".

"Anche nella quotidianità della nostra vita, la mano del Signore ci raggiunge e ci sorregge", ha commentato Bernard, che ha colto la voce del Signore nel suo cuore ogni giorno, mentre cresceva e studiava a Bukavu, in Congo.

Ecco i nostri tre giovani, proiettati verso la missione e per la missione, per fare del mondo una sola famiglia, in cui si scopre sempre più la bontà, la bellezza e l'amore di Dio. Rimaniamo uniti a questi nostri fratelli e preghiamo per loro, affinché tengano gli occhi sempre fissi su Gesù, che li ha chiamati e inviati.



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