Studenti e saveriane in festa
Il 24 maggio, lo Studentato teologico internazionale di Parma ha colto con gratitudine l’invito a festeggiare con le saveriane, nel ricordo del “sì” generoso che Celestina Bottego, loro fondatrice, diede a p. Giacomo Spagnolo, affinché nascesse l’Istituto femminile.
Una grazia, non un gesto eroico
La festa è iniziata in tutta semplicità con la preghiera dei vespri, fatta insieme nella cappella delle saveriane. La sorella Patrizia ha ricordato p. Francesco , venuto a mancare da poche ore, che è stato una presenza importante anche nella storia di tante saveriane.
Poi ci ha aiutato a sostare nella vita della madre Celestina Bottego attraverso una lettera scritta nel 1957 alle sue sorelle. Qui si può chiaramente vedere come, nel passare degli anni, la fondatrice pian piano comprende il significato profondo del suo “sì” iniziale al Signore, tramite p. Spagnolo.
“Sono io che devo essere riconoscente al rev. p. Spagnolo e a voi che mi avete offerto il mezzo di valorizzare la mia vita e mettere in evidenza le mie miserie, per umiliarmi, dandomi la vostra bontà, il vostro affetto, per stimolare la carità di Gesù nella mia anima naturalmente incline all’egoismo, alla solitudine, e alla vita comoda...”.
È davvero stupendo notare come la fondatrice vedeva questo suo “sì” non tanto come un gesto eroico, ma come una grazia piena, offertale dal Signore. Continua:
“In un’atmosfera di pura fede fui condotta a dire sì da un tenue impulso interiore a cui non potevo resistere. Sapevo di essere libera eppure non ero libera”.
Si percepisce bene che anche questo sì era la risposta positiva che Celestina diede all’amore preveniente e seducente del Signore. Così, all’amore rispose con l’amore.
In fraternità cena, canti e barzellette
Dopo il bel momento di preghiera vissuto dagli studenti con le sorelle e i laici, la festa è poi proseguita con la cena piena di pasti multiculturali, preparati dalle sorelle. In seguito, abbiamo condiviso un momento fraterno, arricchito con canti e barzellette di tutti i continenti.
La serata si è conclusa con ringraziamenti vicendevoli per il momento di festa e di grazia trascorso insieme. Tutti si sono portati a casa la gioia, frutto dell’opera grande che il Signore fece nella fondatrice.
Il suo sì a questa opera continua fino ad oggi, per portare in abbondanza i frutti che lei stessa, al suo tempo, non poteva immaginare.







