Sogno da realizzare, Vivere con 50 centesimi al giorno
In Bangladesh vivono 140 milioni di abitanti, su una superficie che è metà dell’Italia. La popolazione è prevalentemente d’origine bengalese, mentre solo una minoranza è costituita da vari gruppi tribali. I bengalesi prevalgono in tutti i settori della vita sociale e occupano i posti di comando, sia nelle città sia nei villaggi di campagna.
Cosa compri con 1/2 euro?
Il Bangladesh ha ottenuto l’indipendenza solo nel 1971, quando si è staccato dal Pakistan. Finito il colonialismo inglese, nel 1947, in tutto il sub-continente indiano si è avuto un periodo turbolento e difficile. Il Bangladesh, in particolare, ha una democrazia ancora in fase "elementare" e un’economia sofferente. È un Paese prevalentemente agricolo, anche se in questi ultimi anni ha intensificato molto l’esportazione dei prodotti tessili e artigianali. Ma tutto è concentrato nelle mani di poche famiglie ricche. Per il quinto anno consecutivo, il Bangladesh è stato dichiarato uno dei paesi più corrotti del mondo.
Un contadino che lavora a giornata prende poco: 50 centesimi al giorno. Per comprare un chilo di riso, deve spendere dai 20 ai 25 centesimi; per un chilo di carne di pollo (la più economica) il prezzo si aggira sui 60 centesimi; per un chilo di carne di mucca, andiamo sugli 80 centesimi, mentre la carne più pregiata, quella di capra, costa quasi 2 euro al chilo. Ecco perché il 70% della popolazione mangia solo una volta al giorno, come può!
È Dio che costruisce
L’88% della popolazione è musulmana; il 10% è hindu; il resto, il 2 per cento, è buddhista o tribale. I rapporti sono generalmente pacifici e rispettosi. Solo in questi ultimi anni, con la guerra del Golfo e la questione Palestinese, hanno preso forza i fondamentalisti islamici, soprattutto nelle grandi città.
Il progetto di Gandhi, di abolire le caste e la separazione su base religiosa, rimane ancora un sogno. La tradizione millenaria e il sistema delle caste rendono difficile la realizzazione in breve tempo di questo sogno. Ci vorranno secoli di formazione e di lavoro intenso.
Noi missionari puntiamo molto al dialogo e a iniziative di collaborazione per la pace, la carità e l’educazione scolastica. Non ci scoraggiamo e continuiamo a lavorare. Il sogno di costruire la fraternità universale rimane nel cuore di tutti i missionari. Sappiamo che alla fine è Dio che costruisce.
Perciò la nostra speranza resta forte. Continuate a sostenerci e a ricordarci con la vostra quotidiana preghiera.








