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La comunità dei saveriani di Lama, che vi presentiamo, è al servizio della chiesa italiana in Puglia e soprattutto in città, a Taranto. Nonostante, a conti fatti, l’età dei singoli è già arrivata alla pensione, il servizio fa crescere nello spirito e nella mente. Il servizio è una prestazione. Prestare ciò che manca e che viene richiesto è forza d’animo più che fisica.

Anzi, il servizio donato rinvigorisce le membra e dona nuovi spunti e lucidità alla mente. Il servizio fa ancora crescere ed è un vantaggio per non sentirsi arrivati prima del tempo. Un esempio. P. Claudio Mantovani, uno dei sei, incontrando centinaia di ragazzi durante le sue visite nelle scuole, rinverdisce la mole degli anni accumulati. La coeducazione tra le età non è soltanto un trapasso delle nozioni, come si dice nello scautismo, ma una vera consegna dei valori.  

 Chi siamo…

La comunità saveriana di Taranto è composta di sei membri: tre ultraottantenni e tre ultrasettantenni. In tutto sfioriamo i 500 anni, quasi 5 secoli. Rappresentiamo tre continenti: Africa, Asia ed Europa riguardo alla nostra esperienza missionaria.

Il più anziano è lo specchio degli altri cinque. Anche se il più acciaccato dal punto di vista della salute, non è di peso e non dà fastidio a nessuno. Anzi, è lucido e generoso ed ogni domenica fa il suo turno di servizio nella Parrocchia di S.Vito, dove è apprezzato e seguito.

Cosa facciamo…

Nella diocesi di Taranto, in città, siamo la comunità religiosa maschile più numerosa. Pronti a ogni servizio, siamo chiamati a sostituire i parroci nella celebrazione Eucaristica, a turno fisso o sporadico.

Diamo una mano al Centro Missionario, alla Caritas per i migranti, e nelle scuole durante l’ora di religione. Numerosi sono i gruppi che usufruiscono delle nostre modeste strutture, nelle adiacenze della casa, per svolgere attività durante il fine settimana, pernottamenti, conferenze, incontri.

Cosa potremmo fare

Per affrontare i cambiamenti in atto nella società, è richiesto un modo di presenza che non sia solo di supplenza. Pertanto, è sempre necessario rivedere il proprio modo di porsi.

Tuttavia, per aprire gli orizzonti pastorali universali, per l’anno 2017-18, sarebbe utile riappropriarsi del nostro carisma di animatori missionari e vocazionali, convinti che “non è la chiesa a fare la missione, ma è la missione che fa la chiesa”.



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