Salviamo il Kyrie eleison / 2
Come scritto nel pezzo precedente, ritorno sul Kyrie eleison e la cosa mi fa sorridere. Cos'è mai un Kyrie, in una celebrazione dell'Eucarestia? In fondo si tratta di due semplici paroline che hanno solo il torto di essere presenti. Nient'altro che un ciottolo che si nota solo perché è diverso dagli altri. Una pietruzza d'inciampo. Forse, anche una finestrella.
Finestra missionaria. Apro su panorami che un missionario non può non avere sottopelle e ringrazio Dio per avermi spedito in Oriente. Per mesi, in Giappone, ho concelebrato l'Eucarestia in una lingua in cui capivo solo tre parole: "Jesus", "Maria" e il nome del Papa di turno. Di tutto il resto non capivo sotto quali parole si celassero il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, la Chiesa, il Pane ed il Vino.... Eppure, il tempo dell'Eucarestia non era né insignificante, né infruttuoso per il fatto che io non capissi. Semmai potrei dire che la preghiera è addirittura "megalomania", che apre al contatto del finito con l'Infinto ed Eterno, ma non è né insensata, né "a perdere".
Nella parrocchia di Izumi abitavo a un centinaio di metri da una casetta dove un'anziana coppia, il pomeriggio di ogni giorno, levava il canto delle sutre buddiste in una lingua (sanscrito) antica e sconosciuta. Non ho mai dubitato che volessero collocarsi in un'altra dimensione. Un giorno, ospiti di un tempio buddhista, alcuni di noi sono invitati a partecipare alla preghiera dei bonzi. Il bonzetto che ci faceva da guida, dopo una decina di minuti, arriva a prenderci. Dice che quella preghiera - un lungo canto delle sutre, sostenuto dal ritmo martellante di un gong - era tutto e non sarebbe successo assolutamente null'altro. I fedeli presenti apparivano con-partecipi. Ma il poveretto si preoccupava perché aveva capito benissimo che, per degli Occidentali, poteva trattarsi del massimo della noia.
Seppi di un bonzo che, nel suo tempio, diffondeva canti gregoriani perché diceva che non c'era alcun canto che creasse migliore atmosfera per la preghiera. Nel mondo, milioni di fedeli dell'Islam, sanno che la vera recitazione del Sacro Libro del Corano andrebbe fatta in arabo, anche se non lo conoscono. Pregano, eccome!
Come pregare? Non sto sognando un ritorno al passato. Con Gesù, la preghiera dev’essere cosmica, ovvero in presenza di Dio e dell'Universo con tutto quanto ciò contiene. Dopo tutto, S. Paolo scrive: "Noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare" (Rm 8, 26). Mi appare del tutto occidentale la preoccupazione di capire come e cosa dire. Non c'è fede in Dio se non si tollerano esperienza di mistero e capitolazione. Perché sospettare ed aver paura di un piccolo ciottolo come è il Kyrie eleison? Si può sparare su "Calimero", il pulcino di una vecchia pubblicità?







