Salutiamo p. Mario Menin, Da Brescia: ''Vi porto tutti nel cuore!''
Padre Mario Menin, vice rettore della comunità di teologia a Parma, formatore dei giovani missionari e insegnante di teologia della missione, animatore del "Gruppo Scuola" e di tanto altro ancora, ha lasciato Parma per un nuovo incarico.
Da metà settembre, infatti, è il nuovo rettore della comunità dei saveriani di Brescia.
Conquistato da Parma
In una recente intervista, p. Mario ha ricordato così gli anni trascorsi a Parma: "Ho fatto tanto e poco allo stesso tempo. Tanto, se penso alle molteplici iniziative di questi ultimi otto anni in campo ecclesiale, ecumenico, missionario, interreligioso, del volontariato e della solidarietà sociale. Poco, se considero che tutto questo si può ridurre a una semplice frase: mi sono lasciato provocare dalla realtà ecclesiale e sociale della città, che mi ha conquistato.
Sì, Parma mi ha sedotto, educato, appassionato con la sua gente e cultura, arte e musica, lingua e poesia, con le sue montagne e i suoi raffinati prodotti alimentari. Confesso che ho voluto bene a Parma e alla sua chiesa locale, nei giorni lieti delle piccole conquiste pastorali e in quelli tristi delle sconfitte della pace e della giustizia. Con i saveriani mi sono dedicato all'insegnamento della teologia e alla formazione dei giovani alla missione. Con la chiesa locale mi sono impegnato molto nell'ecumenismo e nel dialogo interreligioso.
Con le lacrime agli occhi
Tra le nuove "creature" venute alla luce in questi ultimi anni, mi piace menzionare il "Consiglio delle chiese cristiane di Parma" e il "Forum interreligioso 4 ottobre", perché sono il frutto di un paziente camminare insieme tra cristiani di diversa denominazione, membri della comunità ebraica e musulmana di Parma: un itinerario iniziato molti anni fa, appena giunto a Parma fresco di studi romani. Un'altra "creatura" di questi anni sono i gruppi di lectio biblica formati da giovani sposi alla ricerca di un approccio più profondo con la Parola di Dio.
Al momento di lasciare la città, mi ha colto una commozione profonda. Fremevano in me le radici parmigiane, soprattutto quelle dell'amicizia e della stima reciproca, dei percorsi fatti insieme con tanti gruppi. Non vi nascondo nemmeno che mi sono sorpreso con gli occhi umidi, nell'ora dei saluti e degli abbracci".
Grazie p. Mario, per il lavoro svolto accanto agli studenti e presso la casa madre di Parma. Ti auguriamo di svolgere al meglio il nuovo servizio a Brescia, convinti che i tuoi libri potranno aiutarti in questa nuova fase di vita missionaria.








