Salerno: chi ben comincia...
Alcune volte durante l'anno, come a Natale e Pasqua, a capodanno e ferragosto, si è soliti trascorrere la giornata con le persone più care e vicine, con i familiari o gli amici più intimi.
Per il capodanno di quest'anno abbiamo pensato di rispettare questa tradizione, ma con un particolare diverso. Le nostre persone più care sono diventate coloro che la società mette all'ultimo posto: gli amici della stazione e gli amici di alcune comunità composte da stranieri di varie nazionalità.
San Silvestro con gli amici
Un capodanno certamente originale, almeno per la comunità saveriana di Salerno. Tanti sono stati gli invitati a questa festa: i giovani che frequentano la comunità, le famiglie che volevano passare un capodanno diverso, e soprattutto gli ospiti d'onore.
Alle 21 e 30, come previsto, è iniziato il cenone. Grazie alla disponibilità di tanti giovani, i non "motorizzati" sono stati accompagnati per arrivare puntuali all'appuntamento. Fino alle 23 e 30 abbiamo mangiato, chiacchierato, cantato e ballato. Oltre ai missionari saveriani, anche due preti si sono seduti a tavola per passare l'ultimo dell'anno in compagnia: il parroco di Caprecano-Fusura don Antonio Romano, e don Biagio vicario foraneo di Baronissi.
Verso le 23 e 30, altri amici ci hanno raggiunto per salutare il nuovo anno insieme a noi. A mezzanotte in punto abbiamo stappato gli spumanti per brindare al nuovo anno.
Fuochi, balli e preghiere
Dopo gli auguri, siamo usciti tutti fuori per vedere i fuochi d'artificio. Poi siamo rientrati per fare quattro balli insieme. Alle due del mattino, con una quarantina di persone rimaste, siamo andati in chiesa per lodare il Signore e ringraziarlo del nuovo anno ormai iniziato.
Finita la preghiera, non ci siamo salutati. Nonostante le poche forze e il tanto sonno, abbiamo atteso le 4 del mattino, per terminare il nostro capodanno con la celebrazione dell'Eucaristia.
Se dovessi dire cosa mi è rimasto più impresso di questa esperienza... notturna, direi questo: vedere giovani, fidanzati e famiglie passare uno dei giorni più caratteristici di tutto l'anno in compagnia di persone che occupano gli ultimi posti nei nostri interessi. È stata la testimonianza più bella e più evangelica, forse, dell'anno che è passato.
Insomma, credo proprio che sia un'esperienza da ripetere, ma non solo alla fine dell'anno. Lo dice il proverbio antico: "Chi ben comincia è a metà dell'opera!". C'è quindi almeno metà dell'opera da completare, amando e accogliendo i nostri fratelli.








