Sacerdoti per il mondo intero, Spiritualità a Zelarino
A Zelarino abbiamo dovuto anticipare la celebrazione della festa di san Francesco Saverio perché il giorno 3 dicembre quest'anno è coinciso con il primo giovedì d'avvento, giorno riservato per il ritiro dei sacerdoti. Ugualmente la festa è riuscita molto bene.
Pasta dura da impastare!
Salutando il vescovo ausiliare mons. Beniamino Pizziol, il superiore padre Romeo gli ha ricordato di essere stato tra noi quattro anni fa come vicario generale e di vedere ora realizzato l'augurio fattogli, di tornare tra noi come vescovo.
Rispondendo al saluto, il vescovo Beniamino ha subito rilevato con gioia che alla celebrazione erano rappresentati tutti i gradi della gerarchia e degli stati di vita: il vescovo, una trentina di concelebranti sacerdoti e diaconi, alcune religiose e una quindicina di laici. Nell'omelia, mons. Pizziol ha presentato una bella sintesi della vita e dell'attività del Saverio: "il più duro pezzo di pasta che avessi mai avuto da impastare", disse di lui sant'Ignazio.
San Paolo afferma di aver reputato tutto - compresi titoli e gli onori - come spazzatura, pur di guadagnare qualcuno a Cristo. San Francesco Saverio si era dedicato allo studio per recuperare il titolo nobiliare del casato Xavier e in vista di una carriera ecclesiastica. Ma anch'egli, dopo aver conosciuto Cristo attraverso le conversazioni con sant'Ignazio, si è dato completamente a Lui per farlo conoscere e amare da tutti.
Esempio per ogni cristiano
Come Paolo, anche il Saverio ha svolto il suo apostolato gratuitamente, senza avvalersi dei privilegi che aveva come "delegato" del Papa per l'Oriente, ma facendosi servo di tutti. Durante la navigazione, cedeva il suo letto a qualche malato grave e lui dormiva su una stuoia.
Ha realizzato completamente il comando di Gesù agli apostoli. Andate: in dieci anni ha percorso a piedi o in nave centomila chilometri! Annunciate: ha insegnato specialmente ai piccoli e ha predicato il vangelo a tutti. Cacciate i demoni: lo ha fatto anche con le persone possedute dall'orgoglio, dal potere e dalle ricchezze...
Il compito si presentava immane, ma lo sostenevano le parole di Gesù: "Io sono sempre con voi fino alla fine del mondo". Per questo, egli apprese e parlò lingue nuove, affrontò tante volte il mare tempestoso, guarì le persone con la sua carità e la sua preghiera.
San Francesco Saverio è un esempio per ogni cristiano. Tutti infatti siamo missionari dal giorno del nostro battesimo, e non per una vocazione aggiunta. Possiamo allora dire che anzitutto "missione si è"; solo con questa convinzione noi faremo missione in ogni momento, con la nostra vita. È stato questo l'augurio del vescovo Beniamino per i missionari saveriani, per tutti i sacerdoti e per tutti i cristiani della diocesi di Venezia.
L'agenda missionaria 2010
La festa di san Francesco Saverio è anche la giornata di spiritualità missionaria per il clero. I sacerdoti e i vescovi ricevono il sacramento dell'Ordine non solo per una parrocchia o una diocesi, ma per il mondo intero. Perché la conoscenza di Gesù arrivi agli estremi confini della terra.
Durante il pranzo, che è seguito alla santa Messa, i sacerdoti e religiosi presenti hanno ricevuto in omaggio l'Agenda biblica missionaria. Il dono è stato gradito, e ne siamo felici perché così ogni giorno i sacerdoti e i missionari restano uniti nel ricordo e nella preghiera vicendevole. L'agenda contiene anche i nomi di tanti missionari che hanno versato il sangue per il vangelo: alla riflessione liturgica si aggiunge l'esempio della vita.








