Quel bisogno di verità
Africa: golpe militari a ripetizione. Gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2021 definiscono un’Africa che torna a regolare le controversie attraverso colpi di stato: Mali e Guinea. Il 2022 si è aperto con un golpe in Burkina Faso e un tentativo in Guinea Bissau. Le ragioni di questa presa di potere da parte dei militari sono molteplici, ma drammaticamente definiscono una simmetria e un “asse golpista” che attraversa, per lo meno, l’Africa occidentale. Realtà economiche e sociali drammatiche si accavallano a insoddisfazioni ed egoismi di parte così dirompenti che possono essere risolti, almeno sembra, solo attraverso la forza militare. In Mali, a febbraio si sarebbero dovute tenere elezioni libere. E invece non è accaduto. I golpisti hanno prolungato la transizione per almeno cinque anni. Così accade in Guinea e succederà in Burkina Faso. Il sentimento anti-francese, con un bilancio fallimentare della campagna anti terrorismo, è dilagata fino alla ricerca dell’uomo forte capace di garantire una svolta significativa. Invece, sono arrivati altri militari (Angelo Ferrari).
Sud Sudan: processo. Mentre la situazione nel Paese resta molto incerta, con continue tensioni in molti luoghi del Paese, la compagnia petrolifera Lundin Energy è a processo per “complicità nei crimini di guerra” durante la guerra civile (1999-2003). Lo ha deciso la Procura svedese, sede della compagnia multinazionale di estrazione. Tre compagnie petrolifere internazionali, tra le quali la Lundin, hanno firmato contratti per l’esplorazione di aree e l’estrazione del petrolio in Sud Sudan, che hanno innescato una “terribile guerra in tutta la regione”. La gente ha dovuto lasciare case, campi e bestiame, con rivolte sedate nel sangue e successive deportazioni. Tra i delitti di cui dovrà rendere conto, vi sono anche reati di tipo ambientale.
Italia-Libia e Yemen. A cinque anni dall’accordo Italia-Libia, sono sempre più numerose le prove che dimostrano come le politiche di contenimento dei flussi migratori perpetuino in Libia violenza, respingimenti, sfruttamento e detenzione arbitraria e alimentino nel Mediterraneo il numero delle morti in mare. È quanto denuncia Medici Senza Frontiere che si appella al Presidente Mattarella affinché l’Italia smetta di ignorare le inaccettabili conseguenze umane di questa intesa. “Non si può dire che la guardia costiera libica salvi le persone, ma le porta in prigione”, racconta Rasheed, soccorso dalla nave di ricerca e soccorso di MSF.
Oltre 4 milioni di sfollati interni, più di 20 milioni di persone che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. A quasi sette anni dal suo inizio, la guerra in Yemen, spesso dimenticata, continua ad avere un impatto enorme sulla popolazione. Mancano i beni di prima necessità, la situazione economica è oltremodo deteriorata con un'inflazione galoppante. I soggetti più vulnerabili sono donne e bambini con un ritorno di malattie ormai dimenticate quali colera o morbillo, nonché problemi psicologici.
Brasile: anno giubilare e... Con il tema “La Chiesa in uno stato permanente di missione” e il motto “Sarete miei testimoni” (At 1,8), la Chiesa brasiliana ha inaugurato l'Anno Giubilare missionario. È un tempo celebrativo per ricordare il cammino missionario a livello internazionale e nazionale e un momento opportuno per conoscere le iniziative, i progetti e le istituzioni che cooperano alla missione affidata da Gesù alla sua Chiesa. Intanto, in Amazzonia, con la pandemia sono aumentate le occupazioni illegali di terreni per l’agricoltura e l’allevamento, assieme a violenze e deforestazione. Il sistema di rapina si basa sul grilagem, la falsificazione dei certificati di proprietà di terreni in genere pubblici o appartenenti a comunità locali, talvolta anche protetti, da parte di latifondisti con la connivenza diretta o indiretta delle autorità.
Due prime volte. Il giovane cattolico Akash Bashir è il primo "Servo di Dio" nella storia della Chiesa del Pakistan. Akash ha offerto la sua vita in sacrificio per salvare quelle di centinaia di cristiani presenti nella chiesa di San Giovanni nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, il 15 marzo 2015, bloccando un terrorista kamikaze e morendo con lui. Nato il 22 giugno 1994 a Risalpur, era uno studente del Don Bosco Technical Institute di Lahore ed era tra i giovani attivi nella comunità parrocchiale di San Giovanni.
In Egitto, per la prima volta un cristiano copto diventa Presidente della Suprema Corte Costituzionale. Si tratta di Boulos Fahmy, 65 anni, finora vice-Presidente della medesima istituzione. E il Parlamento si appresta ad approvare la nuova legge sullo statuto personale dei cittadini cristiani, che conterrà anche disposizioni rilevanti su delicate questioni inerenti al diritto di famiglia, dopo il coinvolgimento delle Chiese e comunità ecclesiali in Egitto.
L’iniziativa
22-25 aprile Comigi!
Il grande Convegno missionario dei giovani che hanno a cuore il mondo e la missione si terrà dal 22 al 25 aprile a Sacrofano (RM). È l’occasione per formarsi e confrontarsi su grandi temi di importanza mondiale: il pianeta, le disuguaglianze, l’incontro tra culture e religioni e tanti altri. Organizzato da Missio Giovani in collaborazione con gli Istituti missionari, è l’evento in cui i giovani e i loro animatori si ritrovano per rinnovare l’impegno nella missione universale della Chiesa.
Il COMIGI2022 sarà un evento ancora più straordinario in quanto festeggia il 50° anniversario dalla nascita del Movimento Giovanile Missionario, delle PP.OO.MM., oggi Missio Giovani. Per informazioni: www.missioitalia.it; 06 66502645; e-mail: giovani@missioitalia.it; facebook-instagram Missio Giovani
Il caso Attanasio
Funzionari Onu finisce sotto inchiesta
Era una missione ad alto rischio, ma si fece finta di nulla. Erano coinvolti diplomatici di rango e personale di sicurezza, ma per fare in fretta si preferì sorvolare. Così, il 22 febbraio 2021 morirono sulla strada per Goma, in Congo RD, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, insieme al loro autista Mustapha Milambo. Si sottovalutò incredibilmente che, a bordo di quei mezzi, c’era il rappresentante di un Paese straniero. I due dipendenti del Pam, Programma alimentare mondiale dell’Onu, Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza, sono indagati per il reato di omicidio colposo, perché riferirono che in quel convoglio non c’erano le persone che poi sarebbero state uccise. Adesso rischiano il processo a Roma, dove la Procura ha chiuso le indagini. Trova così ascolto la denuncia della famiglia dell’ambasciatore, che non ha mai smesso di invocare verità sull’accaduto e chiarezza sull’operato dei funzionari dell’Onu, nascostisi dietro a silenzi e immunità diplomatiche. Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza, rispettivamente vicedirettore del Pam a Kinshasa e responsabile della sicurezza, avrebbero evitato appositamente di inserire i nomi di Attanasio e Iacovacci nella lista delle persone che componevano il convoglio. Ma perché? I saveriani che avevano accolto Luca Attanasio due sere prima della tragedia hanno sempre ricordato come, all’arrivo dell’ambasciatore, il piazzale della missione si riempisse di auto blindate per ragioni di sicurezza. Perché quella volta il convoglio era composto soltanto da due auto?
“Auspico adesso che nessuno si sottragga alle proprie responsabilità e che il Pam non ostacoli in alcun modo lo svolgimento di un giusto processo nel Paese per cui Luca e Vittorio hanno sacrificato le loro giovani vite”, ha detto Zakia (vedova dell’ambasciatore), ringraziando la magistratura italiana (da Avvenire 10 febbraio 2022, Diego Motta).
Una storia speciale
Charles de Foucauld santo
Charles de Foucauld sarà proclamato santo a Roma il prossimo 15 maggio. In Algeria, il Paese dove Foucauld visse buona parte della sua avventura spirituale e dove fu ucciso il 1° dicembre 1916, la canonizzazione rappresenta l’occasione preziosa per riscoprire la propria vocazione a essere “Chiesa della relazione e dell'incontro”. Charles de Foucauld era un seme nel deserto del Sahara. Il suo è stato un lavoro paziente, umile, totalmente affidato, nascosto, povero, fiducioso, solitario, fatto di cura delle relazioni, di accompagnamento e amicizia, di preghiera e meditazione del Vangelo, di studio della lingua e della cultura della popolazione tuareg, di diffusione del bene e di ricerca di operai per il Regno di Dio. Lo stesso Charles de Foucauld confessò in una lettera scritta a Louis Massignon, il 1° aprile 1916, otto mesi prima dalla sua morte, quasi un testamento finale: «Non c'è parola del Vangelo, credo, che abbia fatto un'impressione più profonda su di me e abbia trasformato la mia vita più di questa: “tutto ciò che avete fatto a uno di questi piccoli, l'avete fatto a me”».






