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Il 13 marzo al Cassero di Bologna, locale del comune dato in gestione al circolo arcigay, è andato in scena il “Venerdì credici - notte blasfema e scaramantica”, con foto dissacranti e lo “sbattezzo point” gestito dall’Uaar (Unione atei). Chiare le parole del cardinale di Bologna, che riportiamo.

“Le fotografie della serata "Venerdì credici" sono un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in croce. Non si era ancora giunti a un tale disprezzo della religione cristiana e di chi la professa da irridere, tramite l’abominevole volgarità dell’immagine, persino la morte di Gesù sulla croce. 

Addolora, ma non stupisce, constatare con che dispiegamento di forze si cerca di far passare l’idea che il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, siano i nemici della libertà, delle giuste rivendicazioni, del progresso scientifico, della laicità, della democrazia. Ogni ideologia che non riesce a farsi alleata la chiesa, la perseguita ferocemente, sia uccidendo i cristiani sia insultando ciò che essi hanno di più caro.

E vede giusto: in una chiesa fedele al vangelo non troverebbe mai l’appoggio incondizionato e cieco, di cui ogni menzogna ha bisogno per sopravvivere.

E che dire poi del tempismo che vede in contemporanea il teatrino del Cassero profanare il dramma del Calvario e sulle sponde del Mediterraneo la demolizione delle croci e di ogni simbolo cristiano dalle chiese assaltate dall’Isis?

Quando si invoca la libertà di espressione a giustificazione della libertà di insulto, c’è da chiedersi se sia prossima la fine della democrazia.

E ci si domanda a che titolo l’istituzione comunale possa concedere in uso gratuito ambienti pubblici a gruppi che li utilizzano per farne luogo di insulto e di dileggio”.



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