Pane, acqua ed energia: Beni comuni dell'intera umanità
Non ho alcuna velleità di influenzare il vostro voto, anche perché questo giornale arriva nelle vostre case dopo la consultazione referendaria, quando i risultati sono già noti e definiti. Mio unico desiderio è scambiare qualche pensiero e convinzione sul "bene comune" di tutti, per noi e per il futuro del pianeta terra.
L'acqua sull'altare. Una foto diffusa sulla rete elettronica a maggio: tre preti celebrano la Messa domenicale in una bella chiesa della Campania. Dall'altare pende il drappo azzurro, "Acqua bene comune", chiaramente in favore dei due quesiti referendari di giugno sull'acqua. Il messaggio - a mio modesto parere - non stona affatto con l'Eucaristica, dove viene consacrato il "Pane bene comune", che riceviamo con fede e devozione nella Comunione...
Ma la domenica seguente sullo stesso altare non è stato appeso il drappo giallo del "No al nucleare", anch'esso oggetto di un quesito referendario. Pur chiamandolo "nucleare civile", i rischi sulla vita nostra e delle generazioni future restano troppo alti e le conseguenze a lungo termine troppo gravi, mentre la scienza ci mette a disposizione altre risorse naturali capaci di garantire energia pulita, efficace e sufficiente per lo sviluppo del progresso nostro e mondiale.
Nell'editoriale di maggio, avevo presentato alcune posizioni della chiesa "ufficiale", del Vaticano e dell'Italia, che sembrano propendere in favore del "nucleare civile". A maggio 24 diocesi hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione "al di sopra di ogni schieramento", ma solo per l'acqua bene comune universale; niente sull'energia nucleare, omettendo di tenere unite le due questioni (e perché no, anche la terza, che ha però un connotato più circoscritto alla nostra situazione italiana, anche se corruzione e illegalità divampano ovunque...).
Un commento alla foto dell'acqua sull'altare arriva dal Brasile; è di p. Filippo, saveriano bergamasco dedito all'animazione vocazionale tra i giovani.
"Qui in Brasile questo sarebbe normale. Nessuno si scandalizza quando vescovi e parrocchie si schierano a favore della qualità della vita del pianeta, della pace e del disarmo eccetera. Contro la corruzione in politica, ad esempio, i nostri vescovi hanno promosso, insieme a varie istituzioni civili, un plebiscito contro la corruzione elettorale, fenomeno qui molto diffuso, fino ad arrivare all'approvazione di una legge che condanna chi cerca di comprare il voto.
Un altro plebiscito, appoggiato da vescovi e missionari, ha portato alla legge «ficha limpa - scheda pulita», che impedisce ai politici «sporchi» dal punto di vista penale di candidarsi alle elezioni. Una legge decisiva (lo speriamo!) per pulire il nostro Congresso nazionale che rischia di diventare «un covo». E in Italia come va?".
Anche in Italia una legge simile sarebbe... una manna!









