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Ho avuto la grazia di vivere per 21 anni come missionario in Bangladesh (dal 1972 al 1993): altri tempi, è vero. Per noi missionari, sempre dediti al dialogo interreligioso, i pericoli maggiori venivano in concomitanza con le guerre contro i Paesi islamici del Medio Oriente: allora il clima diventava minaccioso e gli sforzi di dialogo tornavano al punto zero.

Il grande sogno di Mujibor Rahman, “padre” del Bangladesh come Stato moderno e laico, tollerante e socialmente liberale, si è trasformato in una velleità.

C’è un tessuto sociale, umano e religioso da ricostruire, con la dovuta pazienza e caparbietà, in stretta collaborazione con tutte le “anime” del Paese (musulmani, hindu, cristiani, buddhisti, bengali e di altre etnie) e con tutte le nazioni (occidentali e medio orientali) che hanno a cuore la pace nel Sudest asiatico.

p. Marcello Storgato, sx - Italia.



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