Skip to main content
Condividi su

La marcia a Leopoli e ora… “La marcia per la pace tenutasi a Leopoli, è stata proposta da associazioni cattoliche e laiche che, pur provenendo da percorsi diversi, si sono messe insieme. È stato un gesto concreto, seguito con grande attenzione da chi si dice di essere stanco della guerra”. È il commento di mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari, che era presente alla marcia per la pace “Stop The War”, promossa dall’Associazione Papa Giovanni XXIII a cui hanno aderito oltre 150 sigle della società civile italiana, cattoliche e laiche. La carovana di oltre 60 mezzi, con oltre 220 persone, sabato 2 aprile è giunta a Leopoli, per consegnare medicine e alimenti. Da lì i pulmini, svuotati dei doni, sono stati riempiti di persone che hanno deciso di lasciare il Paese in guerra chiedendo asilo in Europa. “La fraternità - ha detto mons. Satriano - può essere il futuro della storia che stiamo vivendo”. Intanto, si va costituendo un nuovo soggetto, StoptheWarNow, che intende raccogliere tutto il movimento non violento, per fermare il conflitto adesso, anche attraverso un’iniziativa in Russia.

p.6 Tigray treguaEtiopia: è tregua. Il governo ha dichiarato una tregua umanitaria indefinita con effetto immediato, per assicurare il libero flusso di aiuti umanitari d’emergenza verso tutti quelli che sono nel bisogno di assistenza. Tuttavia, un attacco aereo ha colpito un complesso scolastico che ospita migliaia di tigrini sfollati. Il governo del Tigray ha detto farà tutto il possibile per garantire una cessazione delle ostilità con effetto immediato, invitando le autorità etiopi ad andare oltre le promesse e ad adottare misure concrete per facilitare l'accesso umanitario alla regione senza restrizioni.

Pakistan: nuovo Primo Ministro. “Speriamo che sia terminata la tesa situazione politica nel Paese, dato che il nuovo Presidente del Consiglio ha assunto l'incarico. L’ex Primo Ministro Imran Khan non è stato in grado di aumentare l'occupazione, di frenare l'inflazione…”. È il commento di p. James Channan, presbitero domenicano responsabile del “Peace Center” a Lahore. Ma migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Islamabad per manifestare a supporto di Imran Khan e contro quelli che definiscono “traditori” della patria.
La crisi politica arriva mentre il Pakistan attraversa una situazione economica critica, che Khan ha cercato di superare avvicinandosi sempre di più alla Cina e ai suoi investimenti. Gli Stati Uniti sono stati accusati di ingerenza e il Pakistan potrebbe diventare presto un altro fronte di propaganda di Russia e Cina contro il “modello americano”.

Tunisia: Paese sempre più diviso. Il presidente ha sciolto il parlamento dopo averlo sospeso. Il capo di stato ha giustificato in diretta TV la sua scelta, dicendo che il paese è preso di mira da un disperato tentativo di golpe. I deputati avevano chiesto l’organizzazione di elezioni legislative e presidenziali anticipate per uscire dalla crisi politica e socioeconomica. Riconoscendo anche la loro parte di responsabilità in questa crisi, avevano invocato un dialogo nazionale tra tutte le parti. Il presidente, però, con una brusca reazione, ha deciso di sciogliere il parlamento. Un atto che rende ancora più evidente la spaccatura in atto nel paese, con il rischio di creare ulteriori divisioni.

p.6 Zenari Mario nunzio in SiriaI tre flagelli della Siria. Miseria, distruzione del tessuto sociale, esodo dei giovani più istruiti: sono le tre “bombe” che dilaniano la Siria secondo il nunzio apostolico a Damasco, cardinal Mario Zenari, a 11 anni dall’inizio del conflitto. E la situazione non va migliorando, anzi precipita. “Prego e spero che a nessun altro tocchi questo inferno in cui è piombata la Siria, con una crisi definita la più grave catastrofe provocata dall’uomo dopo la Seconda guerra mondiale”.
Lorenzo Trombetta - corrispondente dell’Ansa da Beirut ed uno dei massimi esperti italiani sulla storia della Siria - ha mostrato come il Paese sia oggi smembrato in diverse zone, in parte controllato da Damasco con l’ausilio di Russia ed Iran, in parte dalla Turchia, in parte dai curdi e in parte da Gran Bretagna e Francia (nelle zone di confine con la Turchia e la Giordania). Una Siria divisa e frammentata fa comodo a tutte le potenze presenti oggi sul suolo siriano. E i colloqui di pace ad Astana sono, di fatto, un processo di spartizione, con l’Onu più spettatore che attore (Manuela Borraccino).

L’iniziativa

Settimana Biblica Nazionale

p.6 volantino settimana biblica 2022 3 1La Diocesi di Caserta organizza la Settimana Biblica Nazionale, giunta alla XXV edizione, dal 4 all’8 luglio, presso l'Aula Magna della Biblioteca diocesana. Il tema saranno i libri di Ester e Giuditta, con relatori i biblisti Rosanna Virgili e Sebastiano Pinto. “La Settimana Biblica - evidenzia don Valentino Picazio, direttore del Centro Apostolato Biblico - richiama cultori e appassionati della Bibbia che si confrontano con varie esperienze territoriali nell’ambito del progetto Bibbia e cultura europea, per confermare le parole del cardinale Carlo Maria Martini «il futuro dell'Europa si basa sulla lettura della Bibbia quale codice delle radici cristiane dell'Occidente»”. Per informazioni e iscrizioni www.centroapostolatobiblicocaserta.it; centroapostolatobiblico@gmail.com

L’opinione

Attingere da un patrimonio comune

p.6 Don Edoardo CanettaDon Edoardo Canetta, ex Vicario Apostolico dell'Asia centrale, è stato per vent'anni missionario in Kazakistan e insegnante universitario. Oggi, parroco e docente a Milano, indica una possibile strada per una trattativa di pace tra Russia e Ucraina.

Si potrebbe partire facendo riferimento, come modello, al trattato sottoscritto il 15 maggio 1992, e ribadito ad Astana nel 2002, noto col titolo Trattato sulla sicurezza collettiva, stipulato dalla Federazione russa con alcuni paesi del ex Unione Sovietica, in Asia centrale. Quel Trattato stabilisce un’alleanza militare che riafferma l’impegno dei membri a rinunciare alla minaccia o all’uso della forza nella risoluzione delle controversie tra loro; inoltre introduce una clausola di aiuto solidale in caso di un attacco da parte di paesi esterni, come accaduto in Kazakistan. L’Ucraina, pur rinunciando ad entrare nella NATO, potrebbe sottoscriverlo con altri paesi. Quel Trattato fu voluto e stipulato da Putin in persona e, dunque, è una soluzione che, almeno in parte, ha ispirato lui stesso. Se a sottoscrivere il nuovo trattato difensivo, garantendo la sicurezza dell'Ucraina, fossero proprio gli Stati Uniti e la Federazione Russa, con la partecipazione della Comunità Europea, sarebbe una storica iniziativa di pace.
Al di là delle differenze degli idiomi, e in parte anche dall’alfabeto, c’è nella cultura di Russia e Ucraina una grande storia in comune. Non si può dimenticare quanto unisce questi popoli e, proprio per questo, ci si può appellare al reciproco rispetto, come dovrebbe essere tra due veri amici. Russi e ucraini hanno un’antica, comune, grande tradizione cristiana che li ha uniti spesso anche nella difesa di questa identità: si pensi alle lotte con l’Impero Ottomano e alla resistenza contro l’invasione nazista. A questo patrimonio bisogna tornare ad attingere per avviare un vero percorso di pacificazione e riconciliazione.

Una storia speciale

“Aguchita” è beata

p.6 aguchitaSuor María Agustina de Jesús Rivas López, conosciuta da tutti come “Aguchita”, era una religiosa peruviana. È stata assassinata il 27 settembre 1990 dal gruppo terroristico Sendero Luminoso. Il suo martirio è stato riconosciuto da Papa Francesco e “Aguchita” è stata beatificata il 7 maggio. Appartenente alla comunità del Buon Pastore, ha trascorso gran parte della sua vita nella foresta centrale del Perù. Fu uccisa mentre svolgeva la sua missione pastorale nel villaggio di Ashaninka. Aguchita ha dedicato il suo lavoro all'assistenza sanitaria, all'educazione, offrendo cibo e alfabetizzazione principalmente alle donne, attraverso progetti di formazione, organizzando gruppi giovanili e catechesi familiari nelle comunità rurali di Valle del Yurinaqui. La sua morte, e quella di migliaia di peruviani innocenti, è una testimonianza di pace e libertà, per un Perù più giusto e fraterno.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2378.58 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Ottobre 2001
Intervista a don Alfredo di Tortona Don Alfredo Ferrari, della diocesi di Tortona, prete "fidei donum" presente nella diocesi a Bukavu nel Congo in…
Edizione di Febbraio 2006
Universitari a servizio degli incurabili Il piccolo nucleo dei compagni arriva in Italia ai primi di gennaio del 1537. Volevano recarsi in Terra san…
Edizione di Settembre 2001
Si è svolta a Genova nei Magazzini del Cotone lo scorso giugno la 7a Fiera-mercato nazionale dei prodotti dal Sud del mondo per un commercio equo e s…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito