Otto giovani saveriani di sei nazionalità
Da vari anni si era interrotta la bella tradizione di presentare i nuovi sacerdoti saveriani, che ogni anno ricevono il dono del sacerdozio per la missione tra le genti. Vogliamo riprenderla, perché i giovani sono il futuro della missione; e anche perché i loro nomi e i loro volti manifestano come la famiglia saveriana si sta evolvendo e internazionalizzando, insieme a tutta la chiesa e alla sua missione nel mondo di oggi.
Nel 2008, infatti, gli otto giovani saveriani che lo Spirito Santo ha consacrato sacerdoti per lavorare nella "vigna del Signore", provengono da sei nazionalità diverse, in tre continenti: p. Santos e p. René sono messicani; p. Wagner è brasiliano; p. André e p. Bertrand sono camerunesi; p. Fabien è congolese; p. Marselinus è indonesiano; p. Luca è italiano.
Sono otto storie diverse, ognuna con le sue vicende e caratteristiche uniche, come le storie di vita di ciascuno di noi, di ciascuna persona che viene al mondo. Ma ci sono alcune linee comuni che uniscono queste otto storie, come in un pentagramma: nessuno fa la scelta di rispondere alla vocazione missionaria da solo, ma vi trascina dentro la famiglia, la comunità cristiana, la società e la cultura; c'è sempre l'incontro con i missionari che chiamano i più giovani, a nome di Dio e dell'umanità, perché diventano anch'essi annunciatori del vangelo; c'è soprattutto la Parola di Dio che ispira e forma questi giovani a lasciare tutto e a dedicarsi interamente alla missione.
Questi otto sacerdoti saveriani sono già sul luogo di lavoro, dove la Provvidenza li ha assegnati. Si stanno preparando a conoscere il nuovo popolo di adozione. Come otto note musicali, da diverse parti del mondo, si stanno sintonizzando con il "Direttore d'orchestra", per aggiungersi alla meravigliosa sinfonia missionaria.








