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Olio della preghiera e della misericordia

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Gli incontri del Gams di Cagliari in questo 2016 hanno come tema la misericordia, considerato l’anno giubilare indetto da papa Francesco. In uno dei primi appuntamenti abbiamo riflettuto sulle opere di misericordia spirituale: perdonare le offese e sopportare pazientemente le persone moleste.

L’intento di amore…

Alcuni giorni prima avevo letto un racconto degli antichi padri del deserto. Un fratello fece visita a un padre più anziano che aveva il dono del discernimento e lo supplicò con queste parole: “Prega per me, padre, perché sono debole e non riesco a perdonare, non riesco a pregare per chi mi ha offeso”.

L’anziano gli rispose: “Uno dei padri una volta ha detto che chi prende l’olio in mano per ungere un malato, trae giovamento lui per primo, dall’unzione fatta con le sue mani; così chi prega per un fratello che lo ha offeso, perché si renda conto dell’offesa fatta, prima ancora che questi ne tragga giovamento, lui stesso ha la sua parte di guadagno, a causa del suo intento di amore.

La preghiera che tu fai per il fratello è come un balsamo che spalmi sull’orgoglio, sull’egoismo ferito, sui tuoi sentimenti offesi. L’olio della preghiera lenisce le ferite.

Preghiamo gli uni per gli altri

Fratello mio, preghiamo dunque gli uni per gli altri, per essere guariti, perché Dio stesso ce l’ha chiesto attraverso l’apostolo Giovanni. Uno dei modi che misteriosamente ci unisce agli altri è la preghiera di intercessione. Preghiamo gli uni per gli altri per essere guariti: è questa la responsabilità e la solidarietà dell’intercessione. Anzi, misteriosamente, la preghiera per il fratello, prima di raggiungere l’altro, opera una guarigione interiore in chi si fa intercessore. Infatti, chi intercede non è colui che è sano e ha la medicina giusta per guarire il fratello.

Anche lui è un malato che sa mettersi al fianco, nella piena solidarietà, al fratello ferito, che sa prestargli semplicemente le mani per ungerlo con l’olio della misericordia di Dio”.

La discussione è stata vivace. Perdonare fino a sette volte è possibile, ma settanta volte sette è impossibile, anche se eroico. Eppure l’amore di Dio non conta le nostre offese, ma Dio è come una madre che accoglie e perdona il figlio che si rivolge a lei.

Allora cosa fare? Cercare di essere perfetti come il Padre che è nei cieli? La preghiera ci mette in contatto con Dio e ci dà la forza di Dio.



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