Nella verità, la pace
Dal “Messaggio per la giornata mondiale della pace” del 2006
La pace è dono celeste e richiede, a tutti i livelli, l'esercizio della responsabilità più grande: quella di conformare - nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell'amore - la storia umana all'ordine divino. Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose, come pure il rispetto di quella “grammatica” del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo; quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali; quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace? Vengono infatti meno quegli elementi essenziali che danno forma alla verità di tale bene.
Vediamo con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla comunità internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo.
Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?
I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo.








