Nel passato le tracce per il futuro
È sempre un’esperienza piena fermarsi presso la Casa Madre dei Saveriani a Parma. Recentemente, ci siamo andati per partecipare all’Eucaristia funebre di mons. Biguzzi. Ogni volta, è motivo di incontri, abbracci, strette di mano, scambi di informazioni e suggestioni. Del resto, da lì tutto è partito. E l’imponenza della struttura, riporta ai fasti dei tempi passati che rivivono nelle aree museali della grande casa. Ora, i ritmi sono sicuramente diversi, i corridoi più tranquilli, le voci più sommesse. Eppure, c’è ancora vita che non è legata solo alla storia e conservata dietro ad una teca. È vero che l’età media si è alzata. L’assistenza dei missionari anziani e malati è un’esigenza sempre più stringente, ma questo non può costituire una scusante per rinchiudersi, per arrendersi al tempo che passa. Parma è partenza ed arrivo, è sorgente di saverianità e riferimento per l’internazionalità della congregazione. Se ancora il cuore batte forte, anche le periferie possono godere di buona salute, in un rapporto di reciproco beneficio, nonostante difficoltà e problemi. E chissà che anche l’Italia saveriana, descritta nelle pagine precedenti, non possa godere in futuro di sempre più giovani Saveriani che a Parma hanno studiato. Lo scopo è aiutare chi è impegnato in una missione difficile e nuova: l’evangelizzazione del Nord del mondo, dove tutto è dato per scontato, sedimentato, ma sappiamo bene che non è più così, che il lavoro è tanto e a tratti più arduo. Non servono tocchi esotici, ma l’entusiasmo delle giovani chiese, frutto anche del lavoro di tanti missionari nel mondo. Quell’entusiasmo riscontrato in un ragazzino di 90 anni, pronto a muoversi sulla carrozzina che spinge con le sue gambe e che regala in chat ad amici una riflessione sul Vangelo del giorno. Grazie p. Franco per questo esempio di Intelligenza evangelica creativa e al passo dei tempi. Che sia di buon auspicio per tutte le comunità saveriane presentate in questo numero, sempre in stretta connessione e collaborazione con il ramo femminile della congregazione e con i laici. È anche l’occasione per conoscere dove i Saveriani sono dislocati in Italia, quali sono le peculiarità di ogni comunità e i punti comuni, fedeli al motto “Fare del mondo una sola famiglia in Cristo”.








