Nel nome della misericordia
La carità misericordiosa era il tema centrale dell’ottobre missionario 2016. La novantesima giornata missionaria mondiale, infatti, è stata vissuta “nel nome della misericordia”, sul modello di Madre Teresa, per essere misericordiosi verso gli ultimi, e con due appuntamenti che vi riportiamo.
Cammino in versione nigeriana
La marcia missionaria della diocesi di Ravenna-Cervia di sabato 22 ottobre è partita dalla chiesa di San Rocco con la scritta sulle colonne “Andate in tutto il mondo, annunciate il vangelo!” e si è conclusa in cattedrale, dove ci attendeva il cartellone “Io sono la luce del mondo”.
Il cammino è stato animato dalla comunità nigeriana della parrocchia di San Pier Damiani, attraverso i canti tradizionali, cembali sonori e la tromba. I canti hanno attirato l’attenzione dei partecipanti alla festa del GiovinBacco 2016, che degustavano i migliori vini di Romagna lungo le vie percorse. Entusiasmante è stato il canto mariano con la tromba e strumenti a percussione.
Tappa dopo tappa fino alla veglia in Duomo

Sono state fatte soste con letture e riflessioni, a Sant’Agata, San Francesco e Santa Maria Maddalena.
- Alla prima sosta (“Relazione”) è stata letta una riflessione di Gustavo Gutierrez, teologo fondatore della teologia della liberazione, circa la scelta preferenziale dei poveri.
- La seconda tappa (“Ascolto”) era sulla lettera del missionario comboniano Ezechiele Ramin, ucciso in Amazzonia nel 1985 a causa del suo impegno per i diritti dei contadini.
- Infine, (“Coinvolgimento”) abbiamo ascoltato il racconto sulla dignità dei poveri di p. Elio Farronato, comboniano, missionario ad Isiro nel Nord Est del Congo RD.
In Duomo, a Ravenna, si è continuato con la veglia dal titolo “Misericordiosi verso gli ultimi”. Abbiamo ascoltato la testimonianza di Teresa sull’esperienza nella missione diocesana di Carabayllo, in Perù, attraverso immagini e parole. L’universalità della preghiera è stata sottolineata dalla lettura del vangelo in italiano e inglese, e dalle invocazioni per i cinque continenti, una in spagnolo. La candela del vangelo di Gesù illuminava tutti i cinque continenti del cartellone.
Tre testimonianze e la preghiera per i continenti
A Forlì Bertinoro, la veglia si è tenuta domenica nella chiesa della Cava, S. Maria Ausiliatrice, costruita dal parroco don Rica, morto missionario in Congo.
Abbiamo iniziato attraversando la porta giubilare delle opere di misericordia: prima il vescovo e il clero, poi i fedeli. Le bandierine dei paesi dei cinque continenti in un cestino, vicino a tre croci: quella di Lampedusa, quella processionale e quella dell’abside.
Tre testimonianze ci hanno ricordato le forme della nuova missione: Costantino, un convertito di Palermo che ora annuncia il vangelo a Forlì; la famiglia dell’associazione “Giovanni XXIII”, che accoglie gli avviliti senza tetto in Spagna; il volontario africano che a Wajir, in Kenya, lavora per gli anziani somali, portando avanti lo spirito caritativo della forlivese Annalena Tonelli.
La marcia si è conclusa con le preghiere per i cinque continenti, rappresentati da altrettante strisce colorate. Alla fine, ci è stato consegnato una matita, in ricordo di madre Teresa di Calcutta che diceva:
“Sono come una piccola matita nelle sue mani, nient’altro; è Lui che pensa, che scrive…”. La matita deve solo poter essere usata, per vivere la nostra missione della misericordia.







