Natale con un bel "grazie!"
Innanzitutto, qualche notizia della nostra comunità missionaria. Negli ultimi mesi c'è stato un bel via-vai.
Dei tre giovani che il 15 luglio scorso hanno fatto i voti nella famiglia saveriana, Jesús Calero e Carlo Salvadori hanno oltrepassato i mari e sono in Camerun: si sono buttati a capofitto nello studio della lingua francese e ogni tanto fanno qualche “spedizione pastorale”, per non perdere il contatto con i poveri. Davide Lai, invece, è rimasto in Italia: ora è a Parma e studia teologia.
Mario p. Ughetto è già a Parigi per imparare il francese. Siamo ancora in attesa di un suo sostituto, ma sembra proprio che sia... insostituibile! Intanto da Ravenna, è arrivato Giuseppe p. Bardelli, donato al noviziato di Ancona come economo e animatore missionario.
Un anno sta per tramontare. Natale ne precede il tramonto di qualche giorno, ma il messaggio è unico: "Pace!". Natale non può essere un evento di consumo, ma un'esperienza spirituale da trasmettere e regalare agli altri.
Uno dei ricordi più belli che serbo da bambino è mamma Antonia che, dopo avermi offerto qualcosa, mi chiedeva: "Cosa si dice?". Non poteva essere che "Grazie!".
È alla sua scuola che ho imparato a dire "Grazie!".
Ci prepariamo a celebrare il Natale. Diceva il beato Conforti: “In questa notte gli sventurati hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dotti un maestro, i re un modello, la morte stessa un vincitore”.
Non ci resta che augurarvi ogni cosa bella, buona, salutare e soprattutto la pace, implorando su tutti voi l’abbondanza della benedizione divina, che sgorga dal neonato Bambino.








