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Quando ti viene chiesta una testimonianza su una esperienza vissuta, spesso non sai da dove cominciare soprattutto quando ciò che vivi è carico di senso. È un po' il mio caso. Certo, nel '91 sono stati celebrati i 100 anni di evangelizzazione nel Centrosud del Camerun, ma la Chiesa necessita ancora di "operai per la messe" per incontrare i non-cristiani e per rinforzare la fede di coloro che già hanno aderito alla scelta di Gesù Cristo come unico Salvatore della loro vita.

Al mio arrivo in Africa, la comunità saveriana mi ha invitato a inserirmi nel nuovo ambiente, aiutandomi ad interpretare le realtà culturali e a scoprire situazioni essenziali, a partire dai fratelli e sorelle che frequentano la nostra casa e che incontriamo nei diversi gruppi e comunità ecclesiali di base della nostra parrocchia.

Venendo qui, il primo pensiero è quello di dare: dare il mio tempo, la mia buona volontà, quel poco che so. E mi sono trovato a ricevere in un modo così meraviglioso e così semplice! La missione nasce in un incontro, si costruisce nella condivisione, si rafforza nel "camminare-con", nel "donarsi-con ... " e tutto questo supera di molto il "donare-a".

Tempo fa ho cantato le bellezze della vita con Maria e suo padre Essono. Dopo tre anni di incontri con questa ragazza siamo riusciti con sua madre ad incontrare papà Essono: una famiglia che per 18 anni non ha mai incontrato il padre, senza sapere se esiste o se fosse morto, senza conoscere la "persona del suo sangue". Come poter dimenticare l'abbraccio tra il papà e Maria? Un gesto di tenerezza dopo tanto silenzio.

"Chiedo sinceramente perdono a mia figlia e a sua madre se finora non mi sono fatto vivo". Questo incontro di riconciliazione è un grande dono; è il Dio che agisce nel cuore dell'uomo e gli permette di compiere meraviglie. Qualche giorno dopo, alla vigilia pasquale, Maria ha ricevuto il battesimo e l'Eucarestia: un altro segno di riconciliazione, una nuova nascita, una gioia immensa.

Cari amici, alla vigilia dell'ordinazione sacerdotale porto nel cuore il desiderio di essere discepolo del Risorto cercando con questi fratelli e sorelle d'Africa di vivere e raggiungere Dio. Che tutti noi possiamo credere a ciò che il curato d'Ars, modello di tutti i sacerdoti, diceva: "La gioia è di coloro che donano, e più ancora di coloro che si donano".



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