Missionari, ma non di nicchia
La comunità saveriana di Desio all'inizio dell'anno pastorale 2009-2010 era radicalmente nuova: cinque missionari diversi su sette, rispetto a prima: tra questi, il rettore e l'animatore giovanile, e tre saveriani in partenza per le missioni. Siamo diversi tra noi, ma tutti uniti nell'accogliere con gioia l'Eucaristia come fonte della missione: il Signore dona la sua vita e versa il suo sangue per tutti.
Il germe di bene nascosto
È stato facile cogliere la ricca storia di animazione di cui siamo eredi, ma anche la fatica della concretezza per adattarla a una comunità con risorse umane più limitate. Inoltre, abbiamo davanti la sfida di essere "lievito" in un tempo di chiusura culturale ai valori universali. Noi missionari ci rendiamo conto di essere, in un certo senso, persone isolate rispetto alla comunità ecclesiale, una specie di nicchia amata e stimata. Questo isolamento snatura la nostra identità e il nostro servizio, che puntano a risvegliare e ad alimentare la dimensione missionaria della chiesa.
Non possiamo accontentarci di fare pubblicità, perché altri "vengano", o semplicemente perché altri aderiscano alle nostre iniziative. È necessario "andare oltre"... il solito cerchio. Ci siamo impegnati ad andare al di là della tradizionale animazione giovanile missionaria, per coltivare rapporti di vicinanza, per impegnarci ad "uscire dal recinto", per andare alla ricerca e renderci disponibili all'ascolto, senza pregiudizi e senza pretese, valorizzando il "germe di bene nascosto", spesso ben più grande di quanto appare.
Allarghiamo la cerchia!
Appunto per questo, abbiamo continuato l'impegno di volontariato giovanile presso le suore di madre Teresa di Calcutta e gli incontri bimensili tra donne cristiane e islamiche. E sono nati anche gli incontri di amicizia e di studio tra giovani cristiani e musulmani.
Una domanda è risuonata tra noi: cosa possiamo fare per "allargare la cerchia"? L'unica risposta che ci è sembrata corretta è impegnarci a far crescere la nostra maturità della fede e aprirci sempre più alla partecipazione ecclesiale dei laici, sviluppando la capacità di lavorare insieme in un progetto di animazione missionaria che sa guardare lontano.
Il pungolo a non sederci ci viene dalle partenze missionarie di p. Giuseppe Rizzi che torna in Congo, dove già ha lavorato per 32 anni, e p. Domenico Meneguzzi che torna in Amazzonia. Loro partono, e noi non possiamo restare passivi. Perciò il nostro slogan potrebbe essere proprio questo: "Allarghiamo la cerchia!".








