Metterci al suo posto e guardare
Sulla lavagna bianca era scritto un annuncio: “Sabato 14 gennaio in casa della Direzione Generale, ritiro spirituale, a cui farà seguito la santa Messa e il pranzo”. In dodici ci siamo ritrovati nella sala delle riunioni. A guidarci nella riflessione è venuto p. Riccardo, un Claretiano professore di Bibbia. Non ha fatto la solita predica, ma ci ha fatto sperimentare un metodo, in cui prevale il silenzio e l’ascolto.
Ha messo a nostra disposizione una copia del dipinto di James Tissot (1836-1902). Ce lo siamo passati, uno ad uno, osservando in silenzio: “Ciò che nostro Signore vide dalla croce”. Questo è il titolo dell’originale dipinto. Sembra una ripresa aerea da drone, degna di finire su Youtube. Non si vede Gesù; ma possiamo scorgere tutto ciò che egli vede e tutti coloro che a lui guardano. È la prospettiva di Cristo dall’alto della croce e invita ciascuno di noi a prendere il suo posto per contemplare eventi e situazioni con i suoi occhi, con il suo cuore.
Padre Riccardo ci ha poi portato al Giordano dove ha avuto inizio l’esperienza santificatrice di Gesù. E come lui, anche noi udiamo quella voce: “Tu sei mio Figlio amato, in te sono compiaciuto!”. Al Giordano Gesù non parla, ascolta. Sul Calvario Gesù non può muoversi, ma compie la salvezza. In questa prospettiva noi capiamo che la Missione non è solo fare, ma è soprattutto ascoltare, per poi irradiare sul mondo l’amore potente di Cristo.







