Lebbroso: guarito! - Poesia di p. Ernesto Tomé
Padre Ernesto Tomé, missionario in Burundi, ha dedicato questa poesia a don Mario Gerlin, costruttore di lebbrosari e apostolo tra i lebbrosi in Brasile - tra i quali ha voluto morire, e a tutti coloro che si sono dedicati a curare i fratelli lebbrosi, anche con la vostra generosità.
Solo
nel deserto dell'abbandono,
il filo spinato sulle carni sanguinanti,
il fossato profondo
come tomba aperta
che mi recide per sempre
dai vivi.
Un giorno
fuggii dalla prigione,
tornai timoroso nelle strade
dove camminano i vivi.
Uno di loro venne deciso
verso me:
mi aveva riconosciuto.
Volevo fuggire, gridare...
Incredibile!
Le sue mani cercavano le mie,
che non avevo più,
i suoi occhi buoni erano nei miei
consumati e increduli:
sentii il calore del suo abbraccio
attraversare il mio corpo piagato
che si rizzò nel sole
come polla d'acqua sorgiva...
E cominciai a correre, danzare
nel vento che mi abbracciava
nel mattino
e mi pareva che tutti
mi salutassero felici,
che tutti erano fratelli,
che tutto rifioriva
come in una insperata primavera
dove tutto viveva
e poteva vivere:
avevo trovato Uno
che mi amava.
Ero guarito!