''Marié, como ti tocad’ a tie!'', Il nuovo vicario generale
Eletto "vicario generale" dei missionari saveriani, primo sardo nella storia dell'istituto, saluta i... connazionali.
Dico la verità, è passato qualche giorno ma ancora non so se crederci... Cosa abbiano visto i miei confratelli per andare a cercare un sardo... nella provincia ispana dell'impero, io non lo so! "Nostra Sennora bella" - mi sono detto, dopo aver pronunciato il rituale "sì, accetto" - "custa ‘orta est abberu! Marié, como ti tocad' a tie!". E così è iniziata l'avventura.
E d'improvviso mi rivedo ragazzino, chierichetto, scontrandomi sulle scale della sagrestia con un missionario dalla barba bianca, il p. Angelo Lampis, primo saveriano sardo, in Cina per tantissimi anni; mi dice: "Tu, vuoi essere missionario?", e senza aspettare la risposta mi fa: "Ohi, già vedo che no, tue non ses balente, tu hai paura dei serpenti!".
Sfidare un sardo è cosa rischiosa: mi sono sentito sfidato e ho risposto: "Chi, io? Paura io? Ayò, mih! Certo che voglio!". Preso in parola, una cartolina bellissima con la faccia del Fondatore come garanzia, il cui sguardo sciolse gli ultimi dubbi di mia madre, feci il mio ingresso alle "Casermette" di Macomer. Ed è tutto, perché poi è seguito tutto il resto: Macomer, Continente, Spagna, Macomer di nuovo, Colombia, Spagna...
Affascinato dal Conforti e dal suo "sogno", e soprattutto dal Crocifisso che anche a me continua a "dire tante cose". Credo che sarà di questo che riempirò i miei sei anni di servizio: dirci e ripeterci che Dio non si è sbagliato, che ha proprio scelto ciascuno di noi per moltiplicare quella favolosa "Buona Notizia", dappertutto. Si Deus chérede. Così sia.








