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Lo spirito missionario di Papa Francesco è uno degli aspetti più caratteristici del suo pontificato. Fin dall'inizio, ha posto al centro della sua visione una Chiesa “in uscita”, composta da “discepoli-missionari”, capaci di raggiungere le periferie esistenziali e geografiche del mondo, sull’esempio di Gesù.

Vicino ai missionari e ai popoli lontani, ha visitato luoghi remoti, mostrando la sua vicinanza anche alle comunità cristiane più piccole sparse nel mondo. Papa Francesco incarna uno spirito missionario che va oltre la semplice predicazione: è un impegno concreto per una Chiesa più aperta, accogliente, solidale, inclusiva dove tutti possono accedere.
Memorabili sono i suoi viaggi e incontri con leader musulmani, ebrei, ortodossi e di altre fedi, chiedendo alle religioni di farsi ponte e non muro, costruendo quella fraternità universale che tanto favorisce la pace, la ricerca del bene comune, avendo una particolare attenzione a chi soffre. Rifiutando il proselitismo forzato, Francesco sottolinea che l’evangelizzazione deve essere basata su una testimonianza gioiosa.

Papa Francesco ha dato un forte impulso all’ecumenismo, con la visione teologica che ogni confessione cristiana più si avvicina a Cristo più si troveranno le modalità dell’unità e la collaborazione nella diversità. 
Storico incontro con il Patriarca Kirill (2016) a L’Avana. Per la prima volta nella storia, un Papa ha incontrato il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. La loro dichiarazione congiunta ha sottolineato l’importanza dell’unità e della difesa dei cristiani perseguitati. Dopo l’inizio della guerra in l’Ucraina, i rapporti si sono raffreddati.
Ha rafforzato i rapporti con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, incontrandolo a Gerusalemme nel 2014 per commemorare l’incontro tra Paolo VI e Atenagora nel 1964. In quell’incontro ci fu la rimozione dalla memoria delle sentenze di reciproca scomunica del 1054. 
Ha promosso il dialogo con gli anglicani, le diverse comunità evangeliche e luterane, pentecostali e metodisti. Nel 2016 ha partecipato alla commemorazione dei 500 anni della Riforma Protestante in Svezia, sottolineando la necessità di camminare insieme. L’impegno ecumenico può diventare un cammino comune nel servizio ai poveri nella difesa dei diritti umani e diventa concreto nel martirio dei cristiani che hanno testimoniato la fede in situazioni di turbolenza e persecuzione.

Dialogo con l’Islam. I viaggi nei paesi arabi hanno segnato tappe importanti nel dialogo interreligioso e nella promozione della pace. Nel febbraio 2019, Papa Francesco ha visitato gli Emirati Arabi Uniti, diventando il primo Papa a recarsi nel Paese. Ha partecipato a una conferenza interreligiosa ad Abu Dhabi dove ha firmato insieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, un documento storico sulla “Fratellanza umana”, che promuove la pace, la tolleranza e il rispetto tra religioni. È stato un passo significativo verso la promozione del dialogo tra cristiani e musulmani in un contesto geopolitico complesso e spesso segnato da tensioni.

Incontri con le istituzioni internazionali. Papa Francesco ha visitato la sede delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2015. Ha sottolineato la necessità di un’azione globale per affrontare le sfide moderne, come la povertà, il cambiamento climatico e la guerra. È stato anche il primo Papa a parlare al Congresso degli Stati Uniti in quella stessa occasione.
Nel novembre 2014, papa Francesco ha visitato il Parlamento Europeo a Strasburgo, dove ha parlato di diritti umani, solidarietà tra i popoli e necessità di un’Europa più inclusiva. Il Papa ha incoraggiato i leader europei a “lavorare insieme” per promuovere la dignità umana e a combattere l’indifferenza di fronte alla crisi dei migranti e ai conflitti nel mondo.
In occasione della sua visita in Albania nel settembre 2014, papa Francesco ha incontrato i rappresentanti dell’OSCE a Tirana, esprimendo il suo sostegno per la promozione della pace e della sicurezza in Europa ed esortando a non dimenticare le vulnerabilità di migranti e rifugiati.
Durante un incontro nel 2014, con i leader economici internazionali legati al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, papa Francesco ha lanciato un forte appello contro la “teologia del denaro”, sostenendo che l’economia non può essere al servizio del denaro, ma deve servire il bene comune. Il Papa ha criticato le disuguaglianze globali e ha chiesto riforme per rendere l'economia più giusta ed inclusiva.
Nel 2021, ha incontrato i rappresentanti dell’UNESCO in occasione di un incontro a Parigi. Durante il discorso, ha enfatizzato l’importanza di proteggere il patrimonio culturale e di promuovere un’educazione che rispetti la dignità umana. Ha messo in evidenza il ruolo fondamentale dell'educazione nel promuovere una cultura della pace.
Papa Francesco ha incontrato anche la Croce Rossa, l’Unicef e altre ONG che lavorano per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia sociale. È stato molto attivo nel promuovere un’azione concreta contro la povertà globale e il cambiamento climatico, esprimendo il suo sostegno per iniziative globali come l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Questi incontri sono una testimonianza del ruolo di Papa Francesco come leader globale, impegnato non solo nella guida spirituale della Chiesa cattolica.



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