Lettorato e domenica della Parola
Nel cammino di preparazione verso il presbiterato missionario, una tappa significativa è quella della ricezione dei ministeri del lettorato e dell’accolitato. Certamente, sono ministeri propriamente laicali. In ogni caso, le celebrazioni che li accompagnano, pur nella loro semplicità, sono fonte di speranza per la missione della chiesa che può contare in futuro nella possibilità di ministri che annunciano la Parola e celebrano i sacramenti. Dall’altra, per chi li riceve, è un momento per riaffermare l’impegno di continuare ad alimentare e a plasmare la propria vita dalla Parola di Dio e dall’Eucarestia.
Quest’anno, 4 studenti saveriani di Teologia (Jean Marie e Jean Bertin, originari di Bukavu (Congo), Jonny e Ardin, originari dell’isola di Flores in Indonesia) hanno ricevuto, domenica 26 gennaio, il ministero del lettorato, mentre non ci sono stati candidati per l’accolitato. La scelta della data non era casuale. Su iniziativa di papa Francesco, è stato infatti deciso che “la III domenica del tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio” (Aperuit Illis n. 3). Come non approfittare dunque di questo momento ecclesiale per dare un segno concreto dell’importanza della Parola?
Antonio Rosmini, nella seconda delle sue “Cinque piaghe”, definisce la Parola di Dio “veramente il libro del genere umano per antonomasia”. E aggiunge che “in un tal codice l’umanità è dipinta dal principio sino alla fine”. La crisi di fede oggi in atto e l’eclissi sempre più evidente di Dio trova la sua genesi probabilmente nel declino di questa fonte di perenne ispirazione. Ecco allora una nuova proposta di Papa Francesco, per rilanciare a tutta la chiesa questa sorgente di inesauribile vitalità.
È curioso un episodio riportato dal cardinal Bassetti nel suo discorso a tutti i vescovi italiani riuniti in assemblea. Ricordava il fatto successo a uno scrittore il quale, trovandosi a cena con amici, citava un passo della Scrittura dando per scontata la sua conoscenza da parte degli interlocutori e scoprendo invece che per loro si trattava di un inedito. Senza dubbio è una spia che indica quanta ignoranza biblica si sia venuta accumulando in tante teste, in tanti cuori e conseguentemente in tante condotte.
Ecco allora la domenica della Parola di Dio che, unita alla ricezione del lettorato da parte dei nostri 4 fratelli, sono segni che vogliono ricordarci di quanto tutti noi abbiamo bisogno della sua Parola: di ascoltare, in mezzo alle migliaia di parole di ogni giorno, quella sola Parola che non ci parla di cose, ma di vita. “Leggiamola quotidianamente… Cominciamo dal Vangelo: teniamolo aperto sul comodino di casa, portiamolo in tasca con noi o nella borsa, visualizziamolo sul cellulare. Scopriremo che Dio ci è vicino, che illumina le nostre tenebre e che con amore conduce al largo la nostra vita” (papa Francesco).







