Le grandi gioie del missionario
A dicembre il mio computer si è bloccato. Ho cercato qualche tecnico che mi salvasse il macinino, ma la risposta andava diretta alla soluzione del problema: rottamare. Finalmente mi sono deciso e mi sono fatto un regalo: un computer nuovo. Dopo le feste, ho potuto vedere la lunga lista di mail arrivate: risponderò pian piano.
Ci siamo dati da fare
Voglio farvi partecipi delle mie gioie pastorali. Oltre al noviziato, sono incaricato di sei delle tredici comunità della nostra parrocchia in Hortolãndia. L'abbiamo chiamata "Zona pastorale missionaria San Guido Conforti". Abbiamo vissuto due belle esperienze.
Con le sei comunità ci siamo adoperati per le missioni. Tutti insieme ci siamo impegnati a vari livelli (preghiera, diffusione, festa sociale, raccolta fondi) non per le proprie necessità - che non mancano e sono tante - ma a sostegno dei quattro saveriani che stanno iniziando la nuova missione in Thailandia. Vi è stato un ritorno di gioia per tutti e per me.
Inoltre, ci ha fatto visita don Angelo Manfredi (che ha scritto la biografia di san Guido Conforti) con un sacerdote e una giovane. Sono venuti per conoscere le comunità e organizzare la visita dei giovani nella prossima estate, in occasione delle giornate mondiali della gioventù. Saranno nostri ospiti 150 giovani di Lodi, Como, Pavia, Vigevano.
La settimana del perdono
Da lunedì a sabato, a turno, nelle sei comunità abbiamo celebrato il "rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l'assoluzione generale". A dire il vero, la celebrazione non è stata proprio "secondo il rito". C'è stato anche un pizzico di creatività per aiutare le comunità a partecipare e a vivere quel prezioso momento di ritorno alla grazia. Naturalmente, tutti i pomeriggi sono rimasto a disposizione di chi volesse confessarsi con il dialogo personale o essere aiutato nei problemi personali.
Abbiamo ricordato e meditato la parola di san Paolo: "un velo è steso sul nostro cuore, ma quando ci sarà la conversione il velo sarà tolto" (cf 2 Cor 3,15). Con solenne processione è stata posta in mezzo all'assemblea la sacra Bibbia, coperta da un velo scuro... Dopo l'esame di coscienza e la preghiera di pentimento, è stato dato l'annuncio: "Ma io vi amo ancora... Vi amo nonostante tutto, nel Figlio Gesù che ha dato la vita per voi!". Così è stato posto il Crocifisso sul libro e il velo è stato tolto.
È il momento in cui il Padre esce correndo incontro al figlio che torna e gli dà l'abbraccio del perdono, invitando tutti alla festa. Perciò la gioia esplode in canti festosi, come racconta il vangelo: "Bisognava far festa e rallegrarsi..." (Lc 15,32).
Il lungo braccio della carità
Altro momento fecondo di consolazioni è la celebrazione della Messa con l'unzione degli infermi. Raggiungo l'entrata della chiesa per salutare tutti coloro che arrivano e vedo da lontano avanzare lentamente il vecchietto sostenuto da due nipoti, la signora che spinge la carrozzella della vicina di casa, il figlio che aiuta il papà a scendere dalla macchina... È un inno alla carità.
Ma non ci sono solo le celebrazioni. Una rete di uomini e donne, sotto il patrocinio di San Vincenzo, visitano i poveri e danno loro un po' di aiuto e di cibo, necessario per "ammazzare la fame", come qui si usa dire. L'operazione continua tutto l'anno, ma è più intensa nelle feste. Quasi non si avverte la presenza di questi angeli volontari, ma sono il braccio della carità comunitaria. La gente lo sa e nelle Messe all'offertorio arriva con sacchetti di riso, fagioli, pasta, olio, sale...
Stanco, ma contento!
Quest'anno, con l'aiuto di un confratello congolese, siamo riusciti a celebrare la Messa di mezzanotte in tutte e sei le comunità. A mezzogiorno, invece, la celebrazione Eucaristica è stata per tutte le comunità riunite. Poi, in famiglia, prima del pranzo con i parenti venuti da lontano, il papà benedice la mensa e l'intera famiglia. Abbiamo fatto per questo una campagna di informazione diffondendo il testo della preghiera per la benedizione.
Ecco, oggi mi sono preso un pomeriggio di riposo e ho goduto nuovamente raccontandovi le mie gioie di missionario in terra brasiliana. Stanco, certamente, ma anche molto contento








