Le dieci vergini
La più anziana del gruppo prende la parola: “Allora, siete tutte pronte? Vestito da festa, olio, lampade…questa sera ci saranno le nozze della nostra amica Maria. Nessun ritardo”. Era un vociare allegro, un andare e venire dalla fontana alla stanzetta dove, a turno, sarebbero state pronte per la sera. Qualcuna, più previdente, non si lasciava trascinare da questa atmosfera di festa. Preparava tutto quello che sarebbe servito per accogliere lo sposo, tra cui l’olio sufficiente per le lampade. Finalmente un po’ di pace. Cominciano ad addormentarsi, dopo tutto l’andirivieni. All’improvviso, arriva qualcuno: “Sveglia, sta arrivando lo sposo… Accendete le vostre lampade per accompagnarlo in questa notte buia, ma già illuminata dalla festa”. Ed è tutto un farsi coraggio, un farsi fretta. Chi aveva procurato l’olio, non aveva problemi e stava già per partire. Le altre, più sbadate, guardano nell’anforetta e vedono che era veramente poco. Allora ne chiedono un po’ alle altre. Purtroppo, la loro dimenticanza le aveva tradite e sono costrette a cercarne dai venditori. Il corteo stava già partendo. Lo sposo, tutto felice, era entrato nella casa della sposa con il suo seguito e la porta, naturalmente, viene chiusa. Le altre, dopo tanta ricerca, tornano e bussano. “Siamo noi, siamo noi… apriteci!”, gridano. Una voce risponde duramente: “E chi vi conosce! Andate a casa. Non avete voluto camminare con le altre. Avete pensato solo a voi stesse. Qui non c’è posto per voi, né oggi, né mai”. E piangendo, una dopo l’altra, piano piano pensano a tutto quello che avevano perso.







