Lavorare insieme
Vescovi in prima linea. Nella regione etiope del Tigray la guerra va avanti. Si combatte ovunque e MSF parla di quasi 60mila sfollati in Sudan. Mons. Medhin, ha rinnovato il suo appello per una risposta immediata alla disastrosa situazione umanitaria e si dice pronto alla collaborazione. - In Costa d’Avorio, dopo l’investitura di Alassane Ouattara al terzo mandato presidenziale (in spregio alla Costituzione), i vescovi chiedono un dialogo nazionale e il rispetto della carta costituzionale. Il cardinale di Abidjan Jean Pierre Kutwa nel suo messaggio del 29 dicembre, ha richiamato “a un grande senso di responsabilità da parte di tutti, se vogliamo ricostruire il nostro paese”.
- “La divisione esacerbata della classe politica e la mancanza di patriottismo hanno lasciato il Paese in balia di predatori e mercenari di ogni genere, sovvenzionati in armi ed equipaggiamenti. La guerra che ci è stata imposta, mira a distruggere le profonde aspirazioni del popolo centrafricano, stanco e deluso da infiniti calcoli, conflitti e divisioni politiche”. È la denuncia dei vescovi della Repubblica Centrafricana. La conferma della vittoria del Presidente Touadéra, alle elezioni del 27 dicembre 2020, non risolve la fragilità di un voto dove solo il 35% degli elettori ha potuto esprimere la propria preferenza. Il controllo di ampie zone da parte di gruppi ribelli ha infatti impedito a gran parte dei centrafricani di recarsi alle urne, mentre la capitale Bangui ha subito un assalto da parte di una coalizione ribelle. “Da otto anni viviamo in una crisi politico-militare - scrivono i vescovi - sono state concluse diverse proposte per uscire dalla crisi, attraverso vari accordi, ma siamo bloccati. Chiediamo un dialogo sincero, fraterno e costruttivo, per trovare una pace giusta e duratura, respingendo l'odio, la violenza e lo spirito di vendetta. Non dimentichiamo il motto Mettersi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, lavorare insieme garantisce il successo”.
- L’arcivescovo di San Salvador, mons. José Luis Escobar Alas, ha ricordato che la popolazione è ancora in attesa della realizzazione degli accordi di Pace di 29 anni fa (tra governo e guerriglia di sinistra, dopo una guerra di 12 anni con oltre 75mila vittime). “Non si è svolto il processo di pace richiesto, le famiglie delle vittime sono rimaste deluse e la popolazione è impotente davanti a una legge dell’amnistia che non ha permesso la giustizia. Gli accordi si devono ancora realizzare per dare origine a una nuova società”.
Filippine: vietati i matrimoni precoci. Il Senato delle Filippine ha approvato definitivamente il disegno di legge denominato “Girls not brides act”, che rende illegali i matrimoni di ragazzi e ragazze sotto i diciotto anni e promuove l’uguaglianza di genere. Si stima che, nelle Filippine, le giovani spose sotto i diciotto anni siano oltre 700mila. I matrimoni precoci - che avvengono per determinate tradizioni culturali, povertà e mancanza di istruzione - comportano rischi per quelle che diventano madri giovanissime. Spesso, inoltre, la cosiddetta unione matrimoniale è solo un mezzo per coprire la pedofilia.
Chiesa cattolica: le statistiche. Al 31 dicembre 2018 il numero dei cattolici era pari a 1.328.993.000 persone, con un aumento complessivo di oltre 15 milioni che interessa tutti i continenti, per una percentuale mondiale rimasta invariata (17,73%). Il numero totale dei presbiteri nel mondo è diminuito (-517), in particolare in Europa. Si conferma anche la tendenza alla diminuzione globale delle religiose (soprattutto in Occidente). I missionari laici sono aumentati di oltre 20mila unità, mentre in lieve calo sono i seminaristi minori, diocesani e religiosi.
Aria fresca? Secondo la relazione sulle prospettive per la qualità dell'aria della Commissione Europea, nel 2030 il numero di morti premature dovute all'inquinamento atmosferico potrebbe ridursi di circa il 55% rispetto al 2005, se gli Stati membri attuassero tutte le misure concordate e annunciate nell'ambito dell'attuale legislazione dell'UE in materia di inquinamento atmosferico. La relazione sottolinea, inoltre, che è possibile fare di più. Infatti, molte misure di riduzione dell'inquinamento atmosferico, se attuate efficacemente, comporterebbero benefici superiori ai costi.
Le iniziative: Grande muraglia verde e grande mercato
Una striscia lunga ottomila chilometri e larga quindici, che attraversi tutta la zona del Sahel per un totale di 100 milioni di ettari da rimboschire. Il progetto risale al 2002, ma ora è stato rifinanziato e rilanciato. Undici paesi sono coinvolti in questa grande opera che dovrebbe attraversare l’Africa dal Senegal a Gibuti e che dovrebbe concludersi nel 2030. L’ambizione è restaurare i suoli degradati, arrestare la progressione del deserto a Sud del Sahara, ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema, favorire un’agricoltura compatibile con la regione con un progetto di energia solare a favore delle popolazioni rurali. Sarebbe anche una risposta forte alla crisi securitaria e umanitaria che conoscono i Paesi del Sahel.
È diventa effettiva dal 1° gennaio in Africa, la più grande zona di libero scambio del mondo. Il suo acronimo è ZLEC e riunisce 54 paesi, all’eccezione dell’Eritrea, in un unico mercato con 1,3 miliardi di persone e uno scambio di valori calcolato a 3.400 miliardi di dollari. L’accordo rende più vicini gli stati africani tra loro, aumentando il peso nel confronto mondiale.
Il caso: Rifiuti nocivi italiani in Tunisia
È in corso un’inchiesta, partita dal sequestro di 282 container carichi di rifiuti nocivi, importati illegalmente dalla Campania. In manette sono finiti il ministro dell’ambiente e una serie di alti funzionari addetti ai controlli. Già la scorsa estate i doganieri del porto di Sousse, città turistica dell’est della Tunisia, avevano sequestrato 212 container di rifiuti, ai quali se ne sono aggiunti 70 a novembre, chiarendo la portata senza precedenti dello scandalo sullo smaltimento dei rifiuti in corso nel paese. I container contenevano rifiuti pericolosi, anche sanitari, centraline elettriche e scarti industriali, la cui importazione è proibita dalla legge tunisina e dalle convenzioni internazionali. Il traffico di rifiuti sarebbe avvenuto tramite un’azienda locale, la Soreplast, che ha ripreso le attività dopo un lungo periodo di sospensione, con la sola autorizzazione di riciclare rifiuti industriali in plastica, destinati all’esportazione. Secondo AFP, Soreplast avrebbe firmato un contratto con un’azienda italiana, con sede a Salerno, specializzata nel trattamento di rifiuti in Campania, con lo scopo di “recuperare ed eliminare” i rifiuti in Tunisia. All’arrivo dei container avrebbe pertanto chiesto alle autorità tunisine l’autorizzazione ad importare in via “temporanea” i rifiuti, per avviare le operazioni di riciclo. Il contratto tra l’azienda campana e Soreplast prevedrebbe l’eliminazione di 120mila tonnellate di rifiuti per un valore totale di oltre 5 milioni di euro. Il traffico di rifiuti in Tunisia è in continuo aumento a causa della reticenza dei paesi asiatici, che per anni hanno accolto rifiuti pericolosi, a continuare ad autorizzarne l’importazione, insieme all’inasprirsi delle norme in materia di smaltimento di rifiuti pericolosi in Europa.
Una storia speciale: Un anno con san Giuseppe
“Tutti possono trovare in san Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in seconda linea hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. A tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine”.
Con queste parole contenute nella Lettera apostolica Patris corde, papa Francesco presenta una personale riflessione sulla figura di san Giuseppe, in occasione del 150° anniversario della sua dichiarazione quale patrono della Chiesa universale, effettuata dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870.
Lo scopo è accrescere l’amore verso san Giuseppe, spingere a imitare le sue virtù e a implorare la sua intercessione per la nostra conversione. Per sostenere ciò, ha indetto uno speciale Anno di san Giuseppe, che continuerà fino all’8 dicembre 2021.







