La straniera
La folla nelle vie della città gridava: “Via gli stranieri! Non li vogliamo. Ci portano via il lavoro, rubano… Bisogna che i capi facciano qualcosa…”. Adulti, qualche giovane e alcuni scansafatiche per qualche moneta di rame davano man forte ai contestatori. Qualcuno faceva loro osservare che anche gli antenati erano stati stranieri in Egitto, a Babilonia e in altri luoghi e avevano sofferto a causa della loro provenienza. Ma uno dei più arrabbiati, lo guardò in faccia e gli gridò: “Taci, tu che vieni da Nazareth, dal Nord. Sei amico dei pagani, degli stranieri”. “Gli stranieri lavorano nei nostri campi, portano soldi e qualcuno vigila le nostre case”, rispose. Nessuno gli dava più ascolto. La folla andava da un’altra parte. I capi si fregavano le mani, dicendosi che anche questa manifestazione aveva dato buoni frutti. L’uomo di Nazareth, Gesù, si sedette sotto un fico, insieme ai suoi discepoli e cominciò a parlare di amore, rispetto per l’altro… quando una donna straniera si avvicinò e gli chiese di guarire sua figlia. Gesù guardò la donna. Voleva provare la sua fede e cominciò a fare un discorso, tipo quello sentito dalla folla. La mamma non si perse di coraggio e gli disse: “Capisco che tu vuoi provare la mia fede e usi delle parole in cui tu non credi. Ma anche io sono una creatura di Dio, lotto per mia figlia e per i suoi sogni. Perché mi metti alla prova? Non mi credi?”. Gesù la guardò dolcemente e disse a tutti: “Questa è una donna di fede. Avrà subito quello che mi ha chiesto. Sua figlia è guarita e così potrà continuare a sognare”. Le spie dei capi corsero a far sapere loro quello che era successo. Si dissero che diventava pericoloso. Per loro i sognatori sono sempre pericolosi, perché il sogno spesso diventa realtà e loro avevano paura.







