La missione: mi piacerebbe…
Il signor Guido Baselli (nella foto sopra), 57 anni, un figurone alto e robusto, capo rasato e volto sorridente, è originario di Crema e vive da anni a Pompiano. È felicemente sposato con la signora Luciana e di professione è… “disoccupato”. Racconta: “Per vent’anni ho solo lavorato, offrendo un rapporto di fiducia e di amicizia con tanta gente. Alla fine, mi sono trovato fregato. Così ho piantato l’azienda (con macchinari per lavaggio di biancheria) e mi son dato alla disoccupazione”.
Come hai conosciuto i saveriani?
Una domenica ero in giro per Brescia, e ho notato il grande cartellone all’ingresso di Via Piamarta 9, con la segnaletica delle tante attività missionarie del centro saveriano. Sono entrato a curiosare e ho incontrato padre Gianni Zampini, immerso tra gli scaffali della “Libreria dei popoli”. A padre Gianni ho subito detto che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa…
Già da giovane, dopo il lavoro, seguivo i ragazzi del calcio, mettendoci tutta la buona volontà per renderli felici. Ma poi, anche lì sentivo lamentele: impossibile accontentare tutti. Così mi sono gettato a capofitto nel lavoro.
Cosa ti ha detto p. Gianni?
“Se vuoi fare qualcosa con noi, prova a venire agli incontri per la mostra annuale, che sarà sull’Indonesia”. E così, a maggio dell’anno scorso, ho cominciato a venire agli incontri di preparazione con gli altri volontari e volontarie. Mi sono trovato bene, soprattutto per gli aspetti pratici e i lavori manuali. Io non sono un intellettuale… Insieme all’amico Alvaro, anche lui volontario dai saveriani, abbiamo montato i pannelli, le vetrine, le decorazioni della mostra. Poi, durante la mostra, da novembre a febbraio, sono venuto due giorni la settimana.
Adesso vengo volentieri quando posso e mi presto ai vari lavori nel giardino, nell’orto… Faccio quello che occorre e mi chiedono di fare, come accompagnare Giovanni quando va a riconsegnare gli scatoloni di libri invenduti alle varie case editrici. Ho anche cominciato a frequentare gli incontri del “laicato saveriano” a Desio e Tavernerio.
Che pensiero hai per il futuro?
Mi piacerebbe provare ad andare in missione, per dare una mano là dove c’è bisogno e per quello che so e posso fare.
In Italia ho già dato molto. Ora vorrei farlo all’estero. Punto sull’Indonesia, perché ho conosciuto un po’ questa nazione attraverso la mostra. Personalmente vorrei rendermi meglio conto della situazione sociale, politica, umana e del lavoro che svolgono i missionari. Mi piacerebbe fare questa breve esperienza con Luciana, durante le ferie estive. Speriamo di riuscirci.
Poi, per il futuro vedremo, quello che Dio ci preparerà.







