La grande umanità di p. Giuseppe Rosti
Un altro saveriano bergamasco ci ha lasciato (il 14 febbraio), p. Giuseppe Rosti. Ecco il ricordo di p. Franco Benigni, rettore della comunità di Desio.
Ho avuto la fortuna di conoscere p. Giuseppe Rosti, perché ho vissuto con lui nella comunità saveriana dello Studentato filosofico di Guadalajara, in Messico, per circa dieci anni.
Ho avuto a che fare con un uomo, un presbitero e un missionario di alto livello umano, morale e spirituale. E la sua umanità era maturata con il tempo, come si usa dire del vino buono. Ho avuto la fortuna di ricevere da lui molte confidenze negli ultimi suoi anni: racconti della sua intensa vita missionaria nella Huasteca, grande territorio dove vivono gli indigeni nel sud del Messico; riflessioni sull’esperienza come economo nei nostri seminari e come cappellano nelle carceri di Guadalajara; speranze e timori, a proposito dell’opera più grande della sua vita, il Centro di prevenzione, cura e reinserimento sociale di adulti e adolescenti con dipendenze da sostanze stupefacenti e condotte autolesioniste e antisociali. Solo il nome era un programma di vita: México me necesita (Il Messico ha bisogno di me - www.mmn.org.mx/).
Dico l’opera più grande perché, se l’esistenza di ciascuno di noi è un compito che Dio ci ha affidato, p. José, com’era chiamato, ha saputo imprimere il tocco del “buon gusto” a tutto ciò che ha iniziato. Mi riferisco non solo alle case per i missionari, alle chiese e alle cappelle costruite nell’arco dei suoi cinquant’anni di presbiterato, trascorsi tutti in Messico, ma anche alla comunità terapeutica México me necesita. Al Centro ha dedicato tutte le forze e il vigore degli ultimi tredici anni, facendolo diventare grande, funzionale e bello.
Ho sempre pensato, e mi è grato poterlo scrivere ora, che egli stato un dono del Signore alla congregazione dei saveriani, alla quale ha dato lustro. Termino con l’augurio del nostro Fondatore, il santo vescovo Conforti: “Che tutti abbiamo un giorno a ritrovarci in Cielo nella stessa patria beata, coloro che fummo membri della stessa famiglia in terra”.







