La fatica di far quadrare i conti…
Tornato di nuovo in Camerun, ho avuto una nuova destinazione e sono ritornato a Douala. Sono impegnato nel Centro di animazione missionaria che aiuta l’Arcidiocesi (4 milioni d’abitanti) ad aprirsi alla missione e incoraggia il mondo giovanile a credere che il vangelo sia la sola soluzione per rinnovare il mondo dall’interno. Quello vocazionale è un lavoro che in Italia, attualmente, dà pochi frutti... In Africa, invece, con le giovani chiese fiorenti, trova una risposta generosa e coraggiosa. Con me ci sono tre giovani confratelli camerunesi, un indonesiano e un romagnolo, p. Dino Marconi, oltre al superiore regionale messicano, p. Antonio Lopez. La casa è anche Centro di spiritualità e accoglie molti gruppi. La casa e il piccolo parco intorno richiedono ormai una certa revisione... Non corro il rischio di annoiarmi, ma mi mantengo giovane con i giovani! Sono stato a Bafoussam per salutare la mia parrocchia e mi hanno fatto un festone, vestendomi, dopo l’Eucarestia, da capo villaggio Bamileke.
Ora, mi hanno affidato anche il compito di economo regionale, cioè la responsabilità di aiutare le diverse comunità a gestire bene quanto ricevono, con attenzione e in costante unità con gli altri confratelli. Il guaio è che i bisogni crescono e che gli aiuti esterni diminuiscono sempre più. Ecco allora la necessità di trovare fonti di sostentamento locale, perché diminuisca la nostra dipendenza dall’esterno. E poi c’è la solidarietà con la popolazione che ci circonda e il mare dei poveri, in un ambiente che in buona parte lotta per la sopravvivenza. Il presidente, 85 anni e in carica da 36, è appena stato riconfermato, ma è un grosso freno allo sviluppo del paese.







