La civiltà della “Paradura”
Domenica 2 aprile a Cascia, i pastori sardi hanno donato mille pecore gravide ai pastori della cittadina umbra colpita dal terremoto. Un bel gesto di solidarietà tra l’isola e il continente. Un esempio di “mutuo soccorso” che aiuterà i pastori terremotati a rimpiazzare i capi perduti e a risollevarsi dal duro colpo subito.
Me ne ha parlato Luigi, un allevatore di Ginoni, quando sono andato a trovarlo con p. Giuseppe. Mi ha spiegato che il gesto si chiama “Sa Paradura” e fa parte della cultura sarda della solidarietà. “Nei tempi passati - racconta - non si permetteva che un pastore o un agricoltore andasse in rovina; la rovina di uno era considerata un danno per tutti. Perciò ci si aiutava donando una mucca, un toro o alcune pecore a chi era nel pericolo, in modo che questi potesse risollevarsi e rimettersi in piedi, riprendendo la sua attività per il bene comune di tutti. Purtroppo oggi questa bella cultura solidale non esiste quasi più: ognuno cerca il proprio interesse e magari approfitta delle situazioni per arricchirsi a spese dei più poveri. Ma la nostra cultura sarda non era così!”.
“Sa Paradura” è un bel segno del regno di Dio: contribuisce a restituire dignità ed equità per il bene comune.







