La città che vogliamo...
Con tre importanti obiettivi
I missionari saveriani di Taranto hanno ospitato l’ottava edizione del campo di formazione, organizzato dall’associazione “La città che vogliamo”, in collaborazione con la parrocchia Regina Pacis di Lama. Gianni Liviano, responsabile dell’associazione, spiega i motivi e gli obiettivi del campo.
Lo scopo che ci siamo prefissi quest’anno era triplice: offrire una formazione a coloro che lavorano sui vari progetti di giustizia e di legalità; favorire la conoscenza tra queste persone; radunare tutti per creare un progetto di città nuova. Il titolo del campo fa riferimento al profeta Isaia: “Sentinella, quanto resta della notte?”. È un titolo emblematico.
A me sembra, infatti, che la situazione della nostra città di Taranto sia fosca e stridente. Si è passati da 250.000 abitanti a 199.000, con un calo di 50.000 abitanti, in 20 anni. Gli incarichi dei sindaci sono a volta interrotti da interventi giudiziari, mentre ex primi cittadini sono stati coinvolti in questioni di mafia. A Taranto c’è abbastanza povertà culturale, etica ed economica. Rispetto a questa situazione critica, ci sembra utile ragionare con un po’ più di... speranza.
Alla ricerca della luce
Con le testimonianze di alcuni esperti, abbiamo cercato di fare una lettura degli ultimi vent’anni della nostra storia, dal punto di vista giuridico, ambientale, economico e urbano. Dopo aver letto la situazione della “notte”, dovevamo scorgere “l’aurora”. Ciò è avvenuto tramite altre personalità cittadine che ci hanno aiutato, da laici e da cattolici impegnati, a intravedere la luce.
Tutti insieme ci siamo chiesti se la politica è sporca per definizione, se è una cosa brutta e triste, oppure se può essere anche un nobile servizio, un percorso di armonia tra cittadini che vivono accanto. Per parlare di tutto questo, abbiamo invitato la signora Rita Borsellino. Negli anni passati, al campo di formazione avevano partecipato altri esponenti importanti del nostro tempo, come don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, Luigi Bobba e altri. Sono tutti testimoni di speranza, di legalità, di attenzione al sociale.
Per progettare la città
La sera, in parrocchia, abbiamo invitato alcuni rappresentanti degli ordini professionali, delle associazioni di categoria e delle associazioni di volontariato, per mettere insieme alcune proposte per una città migliore. Abbiamo cercato, cioè, di passare dalla teoria alla pratica.
Sono emerse alcune esigenze per la nostra città: passare da agglomerati di palazzi a comunità di persone, con al centro l’uomo. Ci vuole una città che ragioni sulla struttura economica, sull’urbanistica, sul commercio, sui problemi sociali.
Rita Borsellino e Alfio Foti hanno raccontato il percorso della speranza avviato in Sicilia. È stato un momento emozionante e bello, espresso con il cuore, in un clima familiare. Interessante è stato anche il confronto tra Rita Borsellino e Libero Mancuso sul tema, “Amore per la comunità e rispetto della legalità”. I due relatori hanno cercato di farci capire in che modo si può vivere la legalità come strumento per coltivare l’amore nella comunità.








