La Chiesa in Cina: Vicende Storiche
La situazione della Chiesa cattolica in Cina per vicende storiche e politiche è molto delicata per la divisione interna alla Chiesa e causata dal regime per motivi ideologici. Infatti nel 1958 il regime istituì l'Associazione patriottica cattolica cinese con vescovi scelti dal Governo e non dal Papa per rompere la comunione con Roma, ritenuta una ingerenza straniera. Di fronte a questa imposizione governativa del regime i cattolici fedeli al Papa sono entrati in clandestinità e sono stati perseguitati per quarant'anni.
Papa Wojtyla aveva chiesto ai vescovi e ai fedeli cinesi di offrire la testimonianza dell'unità nella fede e la comunione con la Chiesa universale. La Chiesa clandestina, fedele a Roma durante 40 anni di persecuzione, con vescovi non riconosciuti dal Governo, ora è invitata alla riconciliazione con la Chiesa patriottica ed il perdono verso i persecutori.
Per restaurare la comunione universale i cristiani cinesi hanno il compito di superare il lacerante dramma interno alla Chiesa cinese tra i fedeli a Roma e quelli ligi al Governo. Le due Chiese devono ritrovare l'unità interna basata sulla verità del Vangelo. Oggi ci sono in Cina 12 milioni di cattolici, un piccolo gregge in mezzo ad 1 miliardo e 300 milioni di cinesi.
In vari discorsi il Papa ha esortato il Governo cinese che non ha nulla da temere dai cattolici o dal numero in crescita dei credenti in Cristo, e che la Chiesa patriottica cinese si apra alla comunione con la Chiesa universale. I discepoli di Cristo sono capaci di vivere la loro fede in qualsiasi sistema purché siano rispettati i loro diritti. È intenzione del Papa nel messaggio al Sinodo delle Chiese dell'Asia che i cristiani cinesi guidati dallo Spirito Santo s'incamminino verso la verità tutta intera e l'unità ecclesiale locale ed universale, affinché l'annuncio del Vangelo in Cina, pur fra numerose sofferenze, sia ricco di frutti.
Il compito dei cattolici cinesi è di realizzare l'unità della Chiesa locale superando la divisione interna creata dal regime, tra Chiesa patriottica nazionale e Chiesa clandestina fedele a Roma, con la riconciliazione e il perdono. Una volta uniti e riconciliati, chiedere la libertà al Governo cinese di vivere ed esprimere liberamente la propria fede in unione con la Chiesa di Roma.
L'unità è frutto della carità fraterna dei cristiani e della resa alla verità del Vangelo. Solo la conversione alla carità e alla verità porterà la Chiesa cinese all'unità ecclesiale locale ed alla comunione universale col Papa. L'unità della Chiesa è in Cristo e si realizza sotto l'azione dello Spirito Santo che ci fa comprendere la Verità di Gesù, e perdonare i fratelli che hanno sbagliato.
Gesù ha pregato per l'unità dei suoi discepoli nella sua preghiera sacerdotale affinché siano una sola cosa per rendere gloria a Dio e testimoniare agli uomini la salvezza. I cattolici cinesi sono invitati a praticare la verità di Gesù nella carità alla quale siamo tutti chiamati dallo Spirito. Cammino difficile senza lo Spirito Santo, che ci guida alla verità tutta intera contro le insidie della divisione e della discordia.
Per noi cristiani ora è tempo di preghiera perché lo Spirito Santo guidi i cristiani cinesi all'unione e riconciliazione fraterna. Noi missionari Saveriani siamo presenti nell'Isola di Taiwan con un Centro culturale ed una parrocchia per tenere vivo il carisma del Conforti nella nostra missione in Cina, dove alcuni Saveriani cercano di esercitare un nuovo tipo di missione con missionari qualificati nel dialogo culturale.
Nel Terzo Millennio la missione più importante potrebbe essere la Cina, il Paese più popolato del mondo che ha secondo l'Organizzazione Mondiale della salute la percentuale più alta del mondo di suicidi.
Il sacerdote cinese, martire, p.Francesco Zhu Shude, nel libro "Io prigioniero del Signore" dice: "Il Signore ama da sempre questo popolo sapiente e laborioso, tenace e sereno, non permetterà che esso rimanga a lungo fuori dalla sua casa per quanti errori gli uomini possano commettere'.







