La chiamata di Dio: La missione fino in fondo
Wawan, un giovane saveriano indonesiano, è morto in Messico il 28 maggio 2004. Non aveva ancora trent’anni. Si stava preparando al sacerdozio quando gli viene diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Sotto terapia intensiva, ha chiesto di fare la professione perpetua, cioè di diventare saveriano in modo definitivo.La sua testimonianza ci fa capire che egli, in breve tempo, ha vissuto tutta la missione fino in fondo.
“Ho vissuto questi mesi di incertezza e sofferenza come un vero e proprio cammino di pellegrinaggio, nel quale è maturata la mia fede, ho rafforzato la mia vocazione amandola ancora di più e ho avvertito la profondità del legame che mi unisce alla mia famiglia missionaria. Molti saveriani in tutto il mondo, parenti e amici hanno pregato per me e per la mia salute, come frutto dell’amicizia e dell’amore di tutti.
E questo non è altro che il segno dell’amore e della predilezione che Dio ha per me.
Vorrei riassumere ciò che sto vivendo in questi momenti con le parole di Paolo: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza” (2 Cor. 12,9). Perciò non mi sento pessimista, anzi, vorrei solo cercare di trasmettere un messaggio pieno d’ottimismo e speranza: ci basta la sua grazia per vivere pienamente la nostra vocazione.
Ringrazio Dio per questi momenti e per tutto quello che da Lui ho ricevuto.
Dio mi sta parlando ogni giorno in tanti modi diversi, perché io possa crescere e fiorire nella mia vocazione missionaria”.








