L’inizio dell’avventura, La missione in Sierra Leone
Quando un figlio parte, per la famiglia e per il giovane missionario è un grande sacrificio. Ma nel profondo del cuore essi provano pace e gioia, perché sanno di mettersi a disposizione del Signore Gesù, per predicare il suo vangelo e per praticare la carità cristiana per l'umanità bisognosa di amore.
Oggi i mezzi di comunicazione sono più rapidi ed efficaci. Ma a quei tempi, il sacrificio più grande era la lontananza e il pensiero del figlio lontano, spesso in mezzo a pericoli e difficoltà.
I primi sei missionari sono arrivati in Sierra Leone dalla Francia nel 1859, dopo un viaggio di oltre due mesi in nave. A Freetown, capitale della nazione, imperversava un'epidemia di febbre gialla. I missionari furono avvisati dal capitano di non esporsi al pericolo, ma a poche settimane dal loro arrivo cinque missionari morirono "sul campo".
E la Sierra Leone iniziò a essere conosciuta come la "tomba dei bianchi".
Sono passati 150 anni: il loro sacrificio è stato il seme di tanti nuovi cristiani. Ora la chiesa della Sierra Leone è organizzata in tre diocesi con un buon numero di sacerdoti africani.








