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L'icona della Missione: Quando sogna un profeta

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Isaia: la guerra e la speranza nel Bambino

Papà Isaia guardava i figli e si domandava: “Perché ho dato loro nomi così strani? Cosa passava per la testa mia e di mia moglie, per dar loro questi nomi?”. Uno l’aveva chiamato Seariasub, che vuol dire "Un resto tornerà"; l’altro Maer-salàl-cash-baz ossia, "Bottino pronto, saccheggio prossimo" (Is 7,1-4; 8,1-4).

La moglie rispose: “Non ricordi? È stato a causa della situazione che stiamo vivendo!”. Isaia ricordò, e il suo cuore divenne pesante per la tristezza, perché guerra e violenza camminano insieme. Odio e vendetta sono fratello e sorella. Lui stesso aveva scritto: “Guarda la terra: tutto è angoscia e la luce è oscurata dalla caligine” (Is 5,26-30).

La guerra era alle porte e i potenti usavano il nome dei loro dèi per legittimarla. Quella notte Isaia tardò ad addormentarsi. Angosciato pensava: quante vite stroncate, giovani uccisi, donne violentate, bambini orfani! Le armi e la guerra consumeranno tutto; resteranno fame e miseria!

Sapeva che antagonismo, vendetta e rancore, frutti di orgoglio smisurato, sarebbero stati il saldo finale della guerra.

Tutto coperto dalle menzogne di chi si proclama difensore della libertà e dei diritti umani; di chi dichiara che la vita è il valore massimo... Ma il vero movente è la sete di potere e ricchezza.

Mai aveva assistito a una contraddizione così grande. Per questo aveva dato a un figlio il nome del risultato della guerra, per denunciare e mettere in guardia, mentre l’altro nome parlava di speranza. Il profeta riuscì a dormire solo quando sentì il calore della sposa e dei figli, accanto a lui. Dormì e sognò.

C’era oscurità attorno. Sentiva i passi dei soldati, udiva pianti e lamenti. Poco a poco apparve una luce che scacciava le tenebre e rasserenava i cuori riempiendoli di gioia. Isaia si chiedeva: “Come può una luce allontanare la paura, curare le ferite, far risorgere la speranza?”. Aguzzò la vista e comprese: nel mezzo della luce c’era un Bambino; sui panni che l’avvolgevano era scritto: pace! (Is 9,1-6).

Isaia si tranquillizzò, accarezzò i figli e provò conforto. Poi udì la voce: “Un virgulto germoglierà, benedetto dalla forza di Dio. Giustizia e compassione, tolleranza e perdono, uguaglianza e solidarietà, sapienza e amore saranno con lui... Il bambino che nascerà sarà guida dell’umanità, la sua innocenza allontanerà il male e la distruzione, la terra sarà rinnovata” (Is 11,1-9).

Il cuore di Isaia si dilatò. La gioia fu tanta che si svegliò. Accarezzò la moglie e le disse: “Nascerà un Bambino. Stavolta, nessun nome triste. Sarà un nome di speranza, un nome che affermi la vita. Si chiamerà Emmanuele, Dio-con-noi” (Is 7,12-17).

Raccontò il sogno a moglie e figli. Il più piccolo domandò: “Babbo, cosa vuol dire?”. Rispose: “I potenti della terra confidano nelle armi e nella guerra. Usano il nome di Dio per nascondere la loro ambizione e la sete di potere. Si atteggiano a salvatori, e invece seminano violenza e morte. Ma l’odio non produce mai amore!

Figlio mio, questa notte ho capito che il Bambino è un segno: è fragile e innocente; ha lo sguardo candido e fiducioso; non ha preconcetti. Chiede spazio, ma non con la forza; lo chiede con tenerezza e con un sorriso che ammorbidisce anche i cuori più duri. Ho capito che la guerra non ha futuro! Il futuro è nelle mani del Bambino, del germoglio. Sono fragili, ma sono semente santa".

Accogliere i piccoli come modello di vita, è il sogno che Isaia ci lascia in eredità. Ci chiede rispetto universale e convivialità, capacità di riconoscere nell’altro un amico, nell'altra una compagna di viaggio. Vestiamoci di bianco e scriviamo sul nostro abito: "shalom - pace!".

Cari amici e care amiche, auguro a voi un Natale imbevuto di profezia e di utopia, nello stile di Isaia. Il Natale ci parla di Dio che diventa Bambino, Dio-con-noi.

Il Natale ci sfida a essere come Dio: credere nei piccoli, scommettere sulla fragilità.

Per continuare a riflettere

  • Nella Bibbia troviamo spesso "sogni e visioni" che diventano "rivelazioni" di Dio. Ne ricordi qualcuno?
  • Che ne dici della visione del profeta Isaia, divenuta realtà con la nascita di Gesù?
  • Cerca di individuare le somiglianze tra il tempo di Isaia e il nostro tempo, bisognoso di pace.


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