L’emozione di campane a festa
Pensieri di Pasqua e di Speranza
C’è profumo di primavera: la natura è già in moto, l’aria tiepida e profumata ti avvolge facendoti sognare. I prati si rivestono di verde punteggiato di fiori variopinti e le piante fanno bella mostra di sé, con le gemme già turgide. La vita, dopo il lungo inverno, continua il suo viaggio entusiasmante e misterioso.
Le otto campane
La Pasqua mi ricorda di quando ero chierichetto e aspettavo con ansia curiosa la Messa di mezzanotte del sabato santo per gustarmi, nel silenzio della notte, il concerto delle otto campane. Partiva il campanone dal tono basso-profondo, subito avvolto dalla danza delle altre sette. Prima insieme, in coro; poi alternate due per due, tre per tre, per riunirsi e cantare insieme. Annunciavano il grande evento: la risurrezione!
L’uomo, in Cristo, aveva avuto ragione della sofferenza e della morte e ha spalancato le porte per la vita nuova dell’uomo nuovo. Dopo il lungo periodo quaresimale di preghiera, penitenza e sacrifici, finalmente la pace e la felicità.
La camminata dei secoli
Gli ebrei, per primi, hanno inventato e assaporato attimi di gioia pasquale nel viaggio dalla dura schiavitù alla libertà. Un tragitto lungo, pieno di sofferenze e di ostacoli: il passaggio del mar Rosso, il deserto arido e interminabile, la fame, la sete, le insidie naturali e sociali e finalmente la terra promessa, che è solo punto di partenza nel cammino verso la patria. Tutto è stato possibile perché Dio è stato con loro e li ha guidati con i suoi uomini: i patriarchi, Mosè, Giosuè, Davide e i profeti…
Poi, finalmente, la camminata dei secoli ha registrato la vera e unica soluzione: Dio stesso, nel Figlio suo rivestito da uomo, è intervenuto a nome dell’uomo e ha preso il comando dell’umanità. Per primo e da solo ha sfidato la sofferenza e la morte, vincendole totalmente con la risurrezione.
Ha presentato così l’uomo nuovo per un mondo assolutamente nuovo, inventato dallo stesso Creatore, generando speranza e gioia immensa.
Che senso ha la vita?
Oggi, Pasqua, io, missionario a Zelarino, in dialogo con il mappamondo che mi sta accanto, mi domando: “Che senso ha il mio esistere nel sociale storico del nostro mondo: sono spazzatura inutile o pedina misteriosa?”…
L’uomo moderno, immerso nelle meraviglie del creato, sembra divertirsi a scomporre la natura, secondo i suoi capricci, come fosse un balocco qualunque.
Nel suo smisurato egoismo la schiavizza e la rende complice di pazzie dai risvolti pesantissimi: guerre fratricide interminabili si alternano nei vari angoli del globo; stragi e genocidi crudeli; milioni di morti di fame, di aborto, di sete. Ingiustizia, violenza e falsità sono erette a sistemi di governo; manomissioni della stessa natura con fiumi di esiliati.
La garanzia è Cristo
C’è da impazzire! Nel buio della fede ci sono, però, chiari segni della risurrezione: il nuovo e il senso di marcia; la parola del Papa, dei vescovi; la vita dei missionari con i martiri, i sacerdoti e migliaia di volontari…
Inevitabile la temporanea caotica confusione. Però è altrettanto chiara la certezza che Lui, il Nazareno crocifisso e risorto, ha nelle sue mani onnipotenti l’assoluta e unica soluzione della storia umana. Questa speranza è garanzia e sicurezza di un avvenire nuovo.








