L’amicizia fugace di Angelo
All’incontro dei giornalisti con il vescovo di Brescia mons. Tremolada, in occasione della Festa di S. Francesco Saverio, a gennaio, avevamo conosciuto Angelo. È bastato poco per entrare in sintonia. In poco tempo, abbiamo scoperto che era uno studioso, uno storico, esperto della Bassa Bresciana, al confine con la provincia di Cremona, lungo l’Oglio. Viveva a Robecco e conosceva bene i saveriani, tanto da dedicargli più di un riferimento nel libro suo su Corte de’ Frati che qui abbiamo presentato nel numero di marzo. Quel libro Angelo Locatelli ce lo aveva donato da poco. A metà febbraio, sempre a Brescia, un altro incontro per i giornalisti, uno scambio di battute, il saluto alla fine e via. È stata l’ultima volta; poi la telefonata e lo scambio di messaggi. “Ho il Coronavirus, sono in ospedale; verrò a trovarti quando tutto sarà finito”. Ma questo subdolo male ha portato Angelo via dalla sua famiglia a soli 65 anni. E a noi rimane il rammarico per non poterci più raccontare delle nostre reciproche storie. Per esempio, quella della sua famiglia e della mamma novantenne Evanghelia, greca di Cefalonia, che qualche giorno dopo l’ha raggiunto in cielo.







