Incontro di ascolto e vicinanza
Nella Casa Circondariale di Fuorni, a Salerno, si è vissuto un momento semplice, ma intenso, di incontro e condivisione. Paolo ed Elsa, amici volontari del progetto “Ero in carcere…”, promosso dal Laicato Saveriano, hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica nel reparto femminile del carcere, presieduta da don Antonio Romano.
Le celebrazioni sono organizzate dalla Caritas diocesana e da volontari vicini alla parrocchia di Santa Croce, su mandato del cappellano del carcere, don Rosario Petrone. Hanno partecipato circa quaranta detenute, coinvolte con attenzione e partecipazione in un clima di ascolto e raccoglimento.
Al termine dell’incontro, ad ogni detenuta è stata omaggiata una piccola piantina insieme ad un semplice dono. Un gesto simbolico, accompagnato da un invito a scrivere su un biglietto un desiderio, una speranza o un bisogno personale. Parole spesso semplici, ma capaci di raccontare il desiderio di essere ascoltate e ricordate.
“Sarebbe positivo presidiare questi momenti, che ti permettono di entrare nel vivo della vita carceraria”, racconta Paolo, sottolineando quanto queste esperienze aiutino a comprendere concretamente le fragilità e i bisogni presenti all’interno del carcere. Il progetto “Ero in carcere…” nasce dalla scelta del gruppo del Laicato Saveriano di Salerno di dedicare attenzione soprattutto ai detenuti stranieri che non ricevono visite dai propri familiari. Attraverso incontri periodici, colloqui personali e relazioni di amicizia, i volontari cercano di contrastare la solitudine e offrire una presenza umana capace di restituire dignità e vicinanza.Esperienze come questa ricordano che possono nascere relazioni autentiche, piccoli segni di speranza e percorsi di umanità condivisa anche dietro le mura di un carcere.







