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Cari amici e care amiche, desidero ringraziare dei tanti messaggi di vicinanza e solidarietà arrivati in queste settimane. Vi aggiorno sulla situazione, anche se i tempi della stampa sono più ampi; per questo vi consiglio di controllare il nostro sito www.saveriani.it e la pagina Fb del giornale.

Qui a Chemba non ci sono problemi particolari. Ogni giorno che passa diventa, invece, più chiara e drammatica la devastazione umana e materiale che ha lasciato il ciclone Idai a Beira e nella zona centrale del Mozambico, fino al confine con lo Zimbabwe. Nel distretto di Buzi centinaia di persone sono rimaste per due giorni sui tetti delle case o arrampicate sugli alberi, per fuggire dalle acque torrenziali dei fiumi in piena. A Beira, è stata ristabilita l'energia elettrica.

È stata anche riaperta la strada nazionale n°6, unica via terrestre di accesso alla seconda città del paese. È bello, però, vedere come, di fronte a tanta morte e distruzione, ci sia una risposta pronta in termini di aiuto e solidarietà internazionale. Ogni giorno all'aeroporto di Beira arrivano aerei-cargo da tutto il mondo con aiuti. Dubbi esistono, invece, sulla capacità di gestirli in maniera onesta e trasparente, da parte del governo mozambicano.

La chiesa sta facendo molto bene la sua parte. Il giorno successivo al passaggio del ciclone, il vescovo Claudio ha formato una "commissione emergenza ciclone" che si incontra ogni giorno. La diocesi di Beira, attraverso le parrocchie e la Caritas, possiede una conoscenza profonda e capillare del territorio, capace di individuare i nuclei familiari più poveri o più colpiti, canalizzando aiuti di ogni genere.

Oltre agli aiuti da fuori, c'è la forza, la speranza e l'ottimismo della gente che, nonostante la tragedia, non perde il sorriso sulla bocca e la voglia di vivere. Dopo l'emergenza, comincia il tempo della ricostruzione. Sarà un tempo lento. Pang'ono pang'ono ("poco alla volta" nella lingua Sena). Un tempo lento e, in questo senso, forse, molto africano. Ma anche un tempo ottimisticamente ostinato. Anche questo, in un certo senso, molto africano. Tiri pabodzi! (che in lingua sena significa più o meno "restiamo uniti"!).



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