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L’esperienza in Camerun è impattante, scendi dall’aereo e trovi un mondo totalmente differente dal nostro, subito, senza filtri. Eppure, in breve tempo mi sono ambientato e mi sono sentito inaspettatamente molto a mio agio.

Tre settimane non sono state abbastanza lunghe per comprendere tutte le varie sfaccettature della popolazione e della cultura camerunese, ma sono partito volenteroso di seguire il mio spirito missionario, quindi ho cercato di vivere al massimo tutte le esperienze con le persone che abbiamo incontrato durante il percorso. A 19 anni sono cosciente di non essere ancora capace di recepire tutto ciò che un’esperienza del genere mi può donare, però ho cercato di affrontare questo viaggio con il cuore aperto e pronto ad essere riempito di tutte le emozioni e i sentimenti che ho potuto provare in un’esperienza del genere.

Ciò che mi è rimasto più impresso sono stati senza dubbio gli incontri fatti con le persone dei vari villaggi in cui siamo stati, essere ospitati all’interno delle loro case ed entrare direttamente nella loro quotidianità.
In questo ambito, ovviamente una delle difficoltà maggiori è stata la lingua, dato che del nostro gruppo di partenti solo p. Diego sapeva parlare il francese, che è l’idioma principale della nazione. Però, nonostante questo, in un modo o nell’altro, siamo riusciti sempre a capirci con chi avevamo di fronte: o a gesti o in inglese con chi lo conosceva o con Diego che traduceva i nostri dialoghi.

Tra gli incontri, quelli con i bambini sono stati i più importanti. Hanno rappresentato uno dei Focus principali per la nostra missione e sono riusciti a donarmi tanto. Giocare con loro, ballare, cantare o anche solo osservarli e notare in loro quella gioia di vivere primordiale che accomuna tutti i bambini del mondo è stato emozionante.

Piano piano, osservando la società e conoscendo la gente mi sono accorto di una caratteristica particolare, ovvero di come le tipologie di persone e di personalità siano molto simili alle nostre, ma semplicemente riportati in una vita vissuta in un contesto diverso.
Dunque, anche questo mi ha aiutato ad avvicinarmi sempre di più all’idea di un’assoluta uguaglianza tra le varie popolazioni del mondo, ciascuna con le proprie caratteristiche particolari che però non permettono di offrire risposte alle varie disparità tra popoli esistenti nel mondo.



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