Il santuario Conforti è un piccolo paradiso
Scrive il Papini: "Il vecchio si riscalda ancora alla braciglia lasciata dalla fiamma dei suoi 16 anni". Il nostro santuario proprio quest'anno, sedicesimo dalla sua apertura, conferma la verità di questa frase.
Chi non si è accorto del salto di qualità del santuario "Guido Conforti", dai saveriani in viale S. Martino? Lo si percepisce dal restauro dell'ingresso appena terminato. Finalmente è rigorosamente vietato l'ingresso alle folate di freddo che accompagnavano ogni fedele che apriva la porta ed entrava.
"Che pace, che silenzio!", è la prima esclamazione di chi entra. Poi ti dicono che passando davanti al santuario non sanno nemmeno loro il motivo della loro decisione di entrarvi.
Il nostro "piccolo paradiso" è accogliente e illuminato. Anche l'acustica è migliorata e comincia a soddisfare. Ma quello che più soddisfa è il nuovo regista: il rettore p. Renzo, arrivato da poco dal Camerun. Le sante Messe si svolgono tutte con uno stile liturgico eccezionale. Si ha l'impressione che le omelie ci giungano direttamente da una centrale situata all'ingresso del "paradiso".
Le tante vetture che arrivano trovano tutte il loro spazio. E quando si entra c'è già qualcuno che vi aspetta con la pazienza di un pescatore, o meglio ancora, con l'impazienza di chi aspetta i "lontani", assetati e semi disperati...
Com'è bello confessare! Solo noi confessori siamo i più ottimisti ed entusiasti nello scoprire qualche astro di prima grandezza che brilla come una stella nel contesto di un cielo oggi così buio. Davvero, consolatevi: ce ne sono ancora di santi, anche se mancano i giornalisti per intervistarli, perché sanno nascondersi bene.
Che cosa può mancare ancora? A qualcuno di voi la proposta!








