Il nuovo rettore si… ripresenta
Dopo 16 anni, torno nella comunità di Vicenza. L’ultima volta avevo seguito i lavori della nuova casa fino alla sua inaugurazione nel 2001 e i primi passi con la piccola comunità. Ma, se rivedo la mia vita, questa è la quarta volta che torno a Vicenza.
La prima era il 18 ottobre 1954. Non avevo ancora 11 anni. E qui voglio aprire una parentesi. Quella prima volta ha alle spalle una piccola storia. Era l'estate 1954 quando ho visto per la prima volta il film missionario “Il Grande Alveare”. Avevo terminato la quinta elementare. Non ero entrato in seminario, perché avevo disertato un raduno dopo la “Messa del fanciullo” una domenica di maggio. Ero stato invitato dal parroco insieme ad altri miei compagni. Il parroco teneva d’occhio alcuni di noi per poi farli entrare nel seminario minore di Vicenza. Quella domenica, ho preferito andare a vedere una corsa ciclistica, una cronoscalata che terminava sul castello di Giulietta (il mio paese è Montecchio Maggiore e ci sono i due castelli scaligeri, di Giulietta e Romeo).
C’era stata poi una Giornata missionaria nella mia parrocchia a luglio. Ricordo che avevo portato a casa un sacchetto, distribuito alla fine delle Messa, con la scritta “Pane per i missionari”. Papà lavorava in ferrovia, noi non avevamo grano. Ricordo che mamma è corsa da un contadino per acquistare il frumento e così avevo potuto riconsegnare il sacchetto pieno. Al pomeriggio il film: “Il grande Alveare”. Ricordo che mi era piaciuto. Mi entusiasmava quella vita. Qualche mese dopo, entravo in prima media tra i saveriani a Vicenza.
Dopo l’ordinazione presbiterale, sono stato mandato proprio a Vicenza come animatore e formatore dei ragazzi (allora numerosi) fino al 1976. È seguito lo studio del francese e la partenza per la missione in Burundi. Poco più di 9 anni fino all'espulsione da parte del governo. Anni bellissimi e ricchi anche se, piano piano, noi tutti missionari venivamo espulsi. E in missione non sono più ritornato perché il Signore mi ha sempre preparato altre strade: la casa saveriana di Macomer con i ragazzi, poi quella di Cagliari e di nuovo sono ritornato a Vicenza in vista del lavoro della costruzione della nuova casa. Una piccola parentesi come economo a Salerno e, infine, più di 13 anni come amministratore delle nostre missioni saveriane, alla Procura di Parma.
Ora, sono di nuovo qui. Sono contento perché il Signore, che mi ha indicato la strada della mia vita, mi ha preceduto sempre con la sua grazia. È fedele ed è bene fidarsi di Lui.







