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Messaggio per la Gioranata della Pace, 2004

Ascoltate tutti l'umile mio appello: Oggi ancora, la pace resta possibile.

E se possibile, la pace è anche doverosa! Un dovere s'impone a tutti gli amanti della pace, ed è quello di educare le nuove generazioni a questi ideali, per preparare un'era migliore per l'intera umanità.

In questo compito di educare alla pace, s'inserisce con particolare urgenza la necessità di guidare gli individui e i popoli a rispettare l'ordine internazionale e ad osservare gli impegni assunti…

Le vicende storiche insegnano che l'edificazione della pace non può prescindere dal rispetto di un ordine etico e giuridico. Il diritto internazionale deve evitare che prevalga la legge del più forte. Suo scopo essenziale è di sostituire "alla forza materiale delle armi la forza morale del diritto", prevedendo appropriate sanzioni per i trasgressori, nonché adeguate riparazioni per le vittime.

Ritengo doveroso ricordare che la giustizia deve trovare il suo completamento nella carità.

Certo, il diritto è la prima strada da imboccare per giungere alla pace. Ed i popoli debbono essere educati al rispetto di tale diritto. Non si arriverà però al termine del cammino, se la giustizia non sarà integrata dall'amore. Giustizia e amore appaiono, a volte, come forze antagoniste. In verità, non sono che le due facce di una medesima realtà, due dimensioni dell'esistenza umana che devono vicendevolmente completarsi. È l'esperienza storica a confermarlo. Essa mostra come la giustizia non riesca spesso a liberarsi dal rancore, dall'odio e perfino dalla crudeltà. Da sola, la giustizia non basta.

L'amore dovrà dunque animare ogni settore della vita umana, estendendosi anche all'ordine internazionale.

Solo un'umanità nella quale regni la "civiltà dell'amore" potrà godere di una pace autentica e duratura.



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