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Il quartiere Spaccone di Desio ha il monumento intitolato a p. Andrea Galvan. L'opera è stata voluta, finanziata e realizzata dai volontari del comitato di quartiere. Per l'occasione, sono arrivati dal Veneto i parenti del saveriano che, negli anni '50 e ’60, ha prestato il suo servizio nel quartiere periferico della città, sempre più popolato da immigrati provenienti dal Veneto, dalla Sicilia e dalla Calabria.

“Arrivava sempre a bordo della sua Fiat Topolino, celebrava la Messa e poi si fermava a parlare con tutti - ricorda Gianni Bona, uno dei promotori - aveva gesti affettuosi per ciascuno, sapeva anche scherzare e stare vicino alla gente”. Chi allora era bambino, ricorda le serate trascorse a giocare a tombola e il lancio delle noci dopo il rosario. “Questa semplice opera è il dono che offriamo a p. Andrea per ringraziarlo di essere stato accanto a noi. Ci faceva felici con i regali che raccoglieva e noi gli facciamo ora il nostro regalo, con l'aiuto, ancora una volta, della sua gente”.

 Il monumento è frutto di un lungo lavoro, di un gruppo nato spontaneamente, che si è definito "gruppo degli amici di p. Andrea". Sorge in un piccolo spazio verde concesso dal comune, vicino al parco Ambrogio Mauri, tra le vie Majorana e Romagna. I promotori per mesi hanno raccolto fondi, bussando di casa in casa. E poi hanno realizzato l'opera, usando materiali semplici come la pietra e la lamiera grezza, recuperati o donati. Il monumento rappresenta il missionario circondato dall'abbraccio della sua gente. “È un vero e proprio capitolo della storia di p. Andrea; il lavoro, l'impegno, la passione dedicati alla realizzazione rappresentano il vero significato di questo luogo. L’entusiasmo che ha circondato la nostra iniziativa, la spontanea generosità di chi ci ha aiutato economicamente e col proprio impegno di lavoro, sono la parte più importante di quest'opera”.

All'inaugurazione, oltre agli abitanti del quartiere e ai parenti di p. Andrea, erano presenti anche il sindaco Roberto Corti e gli assessori Giorgio Gerosa ed Emanuela Rocco. E non potevano mancare i missionari saveriani: hanno partecipato alla cerimonia il rettore p. Piero Pierobon e p. Vincenzo Munari, ex rettore di Desio, di passaggio in Brianza prima di ripartire per la missione in Sierra Leone. “Se sono diventato missionario - ha detto un commosso p. Vincenzo - è stato anche grazie a p. Andrea”.



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