Il mondo dalla stanza superiore
Nella settimana degli esercizi spirituali, a San Pietro in Vincoli, la comunità di teologia è stata guidata dalla saveriana Teresina Caffi che ci ha parlato di Elia. Gli esercizi spirituali sono sempre un momento importante per la nostra vita, un tempo per ricaricare le batterie nel cammino religioso-missionario. Ecco alcuni momenti e parole chiave.
L’indignazione davanti alle situazioni del mondo. Elia, davanti al comportamento ingiusto del re Acab, non resta indifferente; agisce con tutte le sue forze per denunciarne la condotta. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento dei consacrati nel mondo di oggi: mai rimanere insensibili davanti alle situazioni allarmanti del mondo. Dovrebbe bruciare sempre il senso d’indignazione, la compassione per ciò che succede nella società, che ci porta a dare il meglio per la diffusione del vangelo. I consacrati, là dove lavorano, non devono rassegnarsi di fronte alle situazioni, ma dare tutto per cambiare la situazione.
La purezza di tutto ciò che il Signore ha creato. In uno degli episodi, Elia è nutrito da un corvo (1 Re 17, 6). È una cosa strana, visto che il corvo era considerato dagli ebrei un animale impuro. Il gesto del Signore ci interroga: quanti corvi consideriamo impuri nella nostra vita? A quante persone abbiamo messo etichette d’impurità? La reazione di Elia, che accetta di mangiare il cibo portato dal corvo, ci mostra che niente è impuro davanti al Signore. Più ancora, noi missionari dobbiamo cambiare l’atteggiamento ogni giorno. Se non lo facciamo, non predichiamo il vangelo di Gesù Cristo.
La stanza superiore. Nel racconto, è il luogo in cui Elia dormiva e dove fece il miracolo della guarigione del figlio della vedova. Teresina ci ha detto che non è una stanza fuori dalla città, fuori dal mondo. È uno stato d’animo che ci porta a portare, nelle vicende del mondo la presenza di Dio. In concreto, abitare la stanza superiore non è altro che vivere il quotidiano della nostra vita con intensità e con Cristo al centro. È guardare il mondo con gli occhi diversi, avere un orizzonte largo, essere degli angeli per i nostri fratelli e sorelle, curare sempre le relazioni. Ora tocca a noi vivere nel quotidiano la ricchezza ricevuta durante questo speciale momento di grazia che abbiamo vissuto.







