Il giro nei seminari
Un Saveriano visita i Seminari del Lazio
Padre Vito Scagliuso, per alcuni mesi, è vissuto nella nostra Comunità di via Aurelia per raggiungere più facilmente i Seminari situati nella Regione Lazio. Dal 1997, p. Vito, pugliese di Castellana Grotte {13A) assieme ad altri sei missionari, è stato incaricato dalla "Pontificia Unione Missionaria" di visitare ed animare missionariamente le Comunità dei giovani in formazione, nei Seminari maggiori d1talia.
La dimensione missionaria è uno dei requisiti - che dal Concilio Vaticano in poi - è ritenuta indispensabile per una formazione completa e corretta dei candidati al presbiterato. Senza questa dimensione, la preparazione non sarebbe completa e la Chiesa sarebbe carente di una caratteristica essenziale ed irrinunciabile della propria identità. Per questo si visitano i Seminari, per aiutarli a mantenere questo spirito missionario, che li conserva vitali e aperti sul mondo.
Quest'anno, nella Regione Lazio, p. Vito ha visitato i Seminari di Viterbo, di Anagni e di Frosinone. Nella città di Roma, i Seminari del Laterano, l'Almo Collegio di Capranica, il piuttosto giovane Seminario Giovanni Paolo II, il collegio Greco e la Comunità di seminaristi del Divino Amore. Accanto a quest'attività diretta, p. Vito, che è reduce dalla Sierra Leone, dove ha lavorato parecchi anni, si mette normalmente in contatto con i vescovi, i Centri Missionari Diocesani e visita alcune famiglie dei missionari residenti in quelle · diocesi.
Inoltre non trascura l'aspetto della collaborazione spirituale, che può venire dai monasteri di clausura. Vorrebbe essere sicuro che, accanto all'azione di animazione missionaria, ci sia anche l'intensità della preghiera di certe Comunità che spendono l'intera vita nella preghiera.
Quale prezioso aiuto - non solo per il lavoro missionario diretto, ma anche per l'intera Chiesa – offrono le preghiere di queste anime consacrate a Dio!
In che cosa consiste l'attività d'animazione missionaria nei Seminari? Anzitutto, il "padre visitatore" condivide la vita quotidiana con la Comunità di quel Seminario; organizza incontri di tipo missionario; detta meditazioni o ritiri ispirati ai temi della missione; infine presenta le attività delle Pontificie Opere Missionarie, che operano nel mondo intero. A volte i seminaristi s'intrattengono personalmente con il padre per discutere alcuni aspetti della loro formazione, oppure per riflettere sul proprio futuro.
Il padre, generalmente, li incoraggia ad impegnarsi per la missione e, qualche volta, stimola qualcuno ad accogliere la vocazione missionaria vera e propria, che il Signore ha donato ad alcuni giovani e quindi anche a partire per le missioni estere.
Occasionalmente, questi incontri nei Seminari si prolungano con altre attività estive. Alcuni gruppi di seminaristi si portano in alcuni Paesi d'Europa per impratichirsi con le lingue internazionali e poi, magari, l'estate successiva, spendono alcune settimane in una missione dell'Asia, dell'Africa o dell'America. Qui fanno un'esperienza diretta di missione, assieme ai missionari sul campo, alle frontiere della Chiesa. Ospiti dei missionari per circa un mese, i seminaristi sono introdotti nella realtà della missione che li ospita.
Su alcune di queste esperienze, p. Vito ha pubblicato un grazioso ed interessante volumetto, che dovrebbe essere accompagnato da una videocassetta documentativa, dove si raccontano alcune esperienze da lui organizzate in Paesi come Sierra Leone, India, Giappone, Gran Bretagna. Il volume si intitola "Fermenti di Speranza" ed è distribuito dal Centro Saveriano di Brescia. Chi ne volesse una copia lo può richiedere lì.








